28 settembre 2020

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13.09.2020 Tags: Libri

LEONE A ZHAO COPPA A FAVINO

Pierfrancesco Favino premiato con la Coppa Volpi per il film «Padrenostro»
Pierfrancesco Favino premiato con la Coppa Volpi per il film «Padrenostro»

VENEZIA Venezia 78: 1-11 settembre 2021. È il finale della cerimonia di chiusura della Mostra del cinema di Venezia, in Sala Grande, con l’annuncio delle date future a dare il senso di speranza. Si sapeva da prima ancora che cominciasse la Mostra che il covid, con le angosce di pandemia che ci costringono da mesi a non immaginare un futuro, sarebbe stato una presenza ingombrante, da protagonista, per tutta la durata ed ora che è finita un senso di liberazione, di soddisfazione, di orgoglio per avercela fatta è quello che, al di là del verdetto che ha laureato Nomadland della regista cinese Chloe Zhao con il Leone d’oro e lasciato qualche amaro in bocca al cinema italiano, ha caratterizzato la cerimonia di chiusura. È STATO un Leone d’oro a distanza, anzi dalla strada, perchè da Rose Bowl di Pasadena dal van di Nomadland si è collegata un’ironica Frances McDormand insieme alla regista Chloe Zhao (potrebbe essere la prima donna asiatica ad avere la candidatura all’Oscar per la regia) ringraziando per il premio e dedicandolo ai nomadi d’America raccontati nel film, «ogni respiro di ciascuno di loro è parte del film». Michel Franco, il regista messicano del distopico Nuevo Orden, vincitore del Gran premio della giuria ha parlato dell’attualità del film che ha finito per parlare affatto del futuro ma del presente: «l’ho cominciato a preparare sei anni fa. poi ci sono stati in Francia i Gilet Gialli e le rivolte in Cile, Colombia, quelle in America di Black Lives Matter e poi la pandemia ha cambiare ancora di più le cose e Nuevo Orden è ormai vicino alla realtà». PIERFRANCESCO Favino, coppa Volpi per Padrenostro di Claudio Noce, di cui è anche coproduttore, ha ringraziato in chiave poetica, «i film sono stelle che si posano su milioni di schermi che ne accolgono la luce e fanno brillare gli occhi al buio». L’altro italiano felice della notte dei Leoni era Pietro Castellitto, regista debuttante dei Predatori, vincitore ad Orizzonti del premio per la sceneggiatura. Vanessa Kirby, l’attrice inglese coppa Volpi per Pieces of Woman di Kornèl Mundruczo (prodotto da Martin Scorsese), ha dedicato il premio all’autrice del film Kata Werber e al suo partner, il regista ungherese, il film è ispirato alla storia personale, a quell’odissea del dolore per la perdita della figlia (Kelly) appena nata. E di maternità, con grande potenza parla Listen della debuttante Ana Rocha de Sousa, vincitrice del Leone del futuro e del premio speciale della giuria di Orizzonti. Il momento più emozionante di Venezia 77 è stato però il videomessaggio del ragazzino iraniano Rouhollah Zamani. Ricevendo il premio Mastroianni per l’attore emergente (per Sun Children di Majid Majidi), così come aveva fatto la sua «collega» ragazzina Shamila Shirzad, ha dichiarato: «Il film mi ha cambiato la vita per sempre»: entrambi sono stati venditori ambulanti, bambini lavoratori sfruttati e l’incontro con il cinema ha dato loro la speranza di un futuro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nino Turetti
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