02 luglio 2020

Cultura

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29.06.2020

«Il mio sogno: un grande concerto per Brescia entro la fine del 2020»

Joe Damiani: polistrumentista bresciano, pronto a tornare in pista dopo il lockdown
Joe Damiani: polistrumentista bresciano, pronto a tornare in pista dopo il lockdown

Uno dei batteristi e percussionisti più noti mai emersi dal panorama musicale cittadino. Ma anche un cantautore con alle spalle una carriera solista quasi ventennale. Joe Damiani esce dal lockdown con tanta nostalgia per il palcoscenico, un carico di nuove canzoni ed un invito a tutti i colleghi bresciani. «Sogno un grande concerto per Brescia entro la fine dell'anno – racconta -. Mi rendo disponibile a far da punto di riferimento per tutti quelli che potrebbero essere interessati a costruire questo progetto: sarebbe importante riuscire a mettersi tutti insieme per lanciare un messaggio positivo e di speranza attraverso la musica». Come ha passato il periodo di lockdown? Sono rimasto arroccato in casa come tutti, fortunatamente con i miei strumenti, ho rispettato rigorosamente le regole come credo sia giusto. Mio fratello è chirurgo, ne ha viste di tutti i colori, ho avuto anche qualche amico che si è ammalato e che ho cercato di confortare per quanto possibile. Sono stato sempre presente in rete, cercando di strappare qualche sorriso alla gente, ma anche per continuare in modalità distanziata la mia attività di docente di percussioni a Passirano e Vobarno: esperienza positiva, in alcuni casi ho notato più concentrazione da parte degli allievi, siamo addirittura riusciti a fare dei saggi finali in rete. Posso dire che gli insegnanti italiani hanno davvero dato il meglio di loro in questa emergenza? Questo periodo le ha ispirato anche nuova musica? Agli inizi sinceramente no, poi l'ispirazione improvvisamente è arrivata ed ho scritto una decina di brani nuovi, tra cui anche qualche strumentale: alcuni mi piacciono molto, cosa non facile per me che solitamente sono molto critico con me stesso. Sono anche migliorato come chitarrista, ho studiato molto in queste settimane. Pensa ad un ritorno in scena come solista? In effetti sarebbe anche ora, visto che il mio ultimo singolo è uscito nel 2018. Mi piacerebbe pubblicare un disco nuovo, ma sinceramente penso sia meglio attendere un momento migliore di quello attuale. Avevo per altro anche pronto un tour di una ventina di date per quest'estate: tutte cancellate, purtroppo. Nel suo percorso d'autore, dopo tre dischi di inediti, anche un album tributo a Modugno nel 2011: cosa ricorda di quell'esperienza? Ricordo soprattutto l'entusiasmo di Vincenzo Mollica, che mi dedicò un servizio al Tg1: quando lo incontrai mi fece un sacco di complimenti, era un grande amico di Modugno e mi disse che aveva voluto parlare del mio disco perché era sicuro che a Domenico sarebbe piaciuto moltissimo così come era piaciuto a lui. Un onore per me. Quanto le manca il palco? Tantissimo: per uno come me che da sempre vive di musica rimanere quattro mesi senza suonare dal vivo è un grandissimo dolore. In questo periodo torno spesso con la memoria alle tante collaborazioni straordinarie che ho collezionato nella mia carriera: ricordo i concerti di Robben Ford a Lucca, la serata per Viareggio con Zucchero, Sting, Jeff Beck e Solomon Burke, e poi il mio grande amico Mauro Pagani: abbiamo fatto tante date fino alla fine del 2019, avremmo dovuto suonare anche quest'estate, anche qui tutto annullato. Che tristezza. Come vede il futuro della musica live? Mi sono confrontato con molti colleghi: senza dubbio per i grandi nomi l'attuale situazione di blocco dei concerti non è un grande problema, ma lo è sicuramente per i tanti addetti ai lavori del mondo dello spettacolo che spesso lavorano dietro le quinte. Gente che in molti casi ha dovuto reinventarsi per continuare a vivere. Tutto questo a volte mi fa pensare che forse questa volta siamo davvero entrati in una nuova epoca. La speranza è che in tutto questo la gente abbia imparato a capire quali sono i valori che contano realmente. Come la musica. Ci penso spesso: sono un uomo molto fortunato, sono riuscito a vivere della grande passione della mia vita. Ma è tempo di ricominciare: non possiamo fermarci.

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