15 agosto 2020

Cultura

Chiudi

08.07.2020

Il mito senza tempo di Arthur Rimbaud

Giovanni Papini, nel 1914, lo definì «l’uomo nuovo della letteratura francese universale», con la sua «lirica pura» di «realismo agro e di profondità spirituale spaventosa» che conquistò una volta per sempre la sua indipendenza. Qualche anno dopo Moravia lo annovererà tra i suoi autori preferiti da ragazzino. La letteratura su di lui ha prodotto un panorama sterminato di traduzioni e saggi, ora il poeta Carmelo Pistillo dedica ad Arthur Rimbaud (Charville 1854-Marsiglia 1891) una nuova edizione del capolavoro del poeta decadente, «Una stagione all’inferno» pubblicato nel 1873. Il volume, edito da La vita Felice (Milano 2020), riporta la nuova traduzione con testo francese a fronte, a cura di Pistillo che ha chiamato al suo fianco, per questo particolare sforzo letterario, alcuni colleghi contemporanei e raccolto testimonianze sul giovane poeta di celebri autori del Novecento, italiani e non, da Palazzeschi a Montale, da Jahier a Quasimodo, passando per Rebora, Miller, Mallarmè, fino all’amico e compagno di Rimbaud, Paul Verlain. Tra i contemporanei c’è anche la testimonianza di Gian Mario Villalta, scrittore nonché direttore artistico del festival PordenoneLegge. Un nuovo volume di Rimbaud, perché? «L’interesse rivolto alla sua poesia», spiega Pistillo, «pare non avere fine. Quando la poesia entra nella leggenda e diventa mito, si sa, ha confini sfumati e indeterminati. Arriva ovunque ed è senza tempo. Studiando Rimbaud», spiega il poeta, «mi sono reso conto che la sua anima cammina ancora tra noi. E non sembra voler giungere al termine del suo lungo viaggio. Da qui l’idea di questo libro dedicato a Una stagione all’inferno, un testo sulfureo ed enigmatico, brutale e trascinante, dove l’urgenza di spingersi fino all’Ignoto, e non a un altrove qualunque, è una cosa sola con la sete di assoluto». Dopo un lungo saggio introduttivo, Pistillo propone la traduzione del poema dell’inquietudine corredata di un’aggiornata bibliografia e un percorso iconografico inedito per concludere con una ricca antologia di testimonianze di quaranta scrittori del passato e 24 tra i maggiori poeti contemporanei. «Per condividere con altri il piacere di questa lettura, ho chiesto ad alcuni fra i più rappresentativi poeti italiani di essere miei compagni d’avventura e di fare dono di una testimonianza sul poeta». Ne esce un unicum nella storia della critica letteraria dedicata a Rimbaud, che scrisse i suoi poemi in età giovanissima, tra i 16 e i 19 anni. «Ogni parola, ogni immagine», conclude Pistillo, «tende a una sua egemonia, a un sovvertimento del senso così come appare, in vista di un’occupazione visionaria e di una nuova illusione poetica». •

Maria Vittoria Adami
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok