03 luglio 2020

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31.05.2020

Il pensiero estetico di Paolo VI: l’arte come fonte di luce

Michela Beatrice Ferri: insegna Estetica  all’Accademia Santa Giulia
Michela Beatrice Ferri: insegna Estetica all’Accademia Santa Giulia

Paolo VI, un papa sempre in grado di stupire: i suoi contributi al pensiero teologico e artistico contemporaneo sono indagati nella raccolta «Il pensiero estetico di Paolo VI. Verità e bellezza nell'azione pastorale dell'Arcivescovo Montini», disponibile in libreria dal 29 maggio. Data non casuale, nel centenario dell’Ordinazione Sacerdotale del papa di Concesio. Il libro, curato da Michela Beatrice Ferri ed edito da Tab Edizioni, è composto da undici saggi che ripercorrono il pensiero estetico di papa Giovanni Battista Montini: la sua riflessione sull’arte sacra, iniziata negli anni del sacerdozio, sarebbe proseguita nel periodo dell’episcopato milanese per poi sbocciare, durante il pontificato, nella «teologia della bellezza». CONSCIO della frattura tra Chiesa e cultura contemporanea, destinata a farsi sempre più profonda nel corso del Novecento, Paolo VI si propose di rinsaldare il legame con la società, lanciando un invito all’uomo moderno. In questa proposta l’arte «è una strada specialissima e degna e può essere fonte di luce particolarmente significativa per i moderni, esprimendo inquietudini e intuizioni sul senso della vita» scrive nella prefazione del libro Giselda Adornato, collaboratrice dell'Istituto Paolo VI di Concesio. Per essere fonte di salvezza, il cristianesimo dovrebbe essere «vestito d’ogni bellezza», intesa non come orpello, ma come autentica via in cui Cristo attende l’uomo. Nel pensiero montiniano l’arte ha una responsabilità e un ruolo di primo piano, ponendosi al servizio dell’evangelizzazione: «anche la nostra angosciata, balbettante e alle volte potente arte contemporanea è un mezzo d’incomparabile efficacia per divulgare fra gli uomini l’immagine e il pensiero su Cristo Gesù» avrebbe detto Paolo VI. Forte della vocazione divina, l’arte diventa «educazione alla verità», patto per vivere in Cristo. Al culmine della riflessione papa Montini non teme di accostare l’artista cattolico al santo: «Quell’"omnia instaurare in Christo" sono prima i santi a divinarlo e a promuoverlo; ma sono gli artisti i primi che, nella sfera loro propria, possono raggiungerlo». •

A.TUR.
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