23 febbraio 2020

Cultura

Chiudi

18.01.2020

«Il percorso di Mino» tra forme e colori

Opere in vicolo delle Stelle di Mino Raul Colombo, classe 1932
Opere in vicolo delle Stelle di Mino Raul Colombo, classe 1932

L’Associazione Artisti Bresciani in vicolo delle Stelle 4 ha aperto il 2020 con la mostra «Il percorso di Mino», antologica dell’artista Mino Raul Colombo. Nato a Brescia, classe 1932, Colombo disegna sin da bambino ma solo a sessant’anni decide di dedicarsi allo studio della pittura, prima all’Ucai, poi, dal 1994, nella stessa Aab, dove da 25 anni frequenta i corsi del maestro Enrico Schinetti. Galleria che oggi lo ospita e riconosce come valido artista. La sua prima mostra personale all’ex Monte di Pietà a San Felice del Benaco risale al 1999, una testimonianza del fatto che la vita può riservare sorprese ad ogni età e che il talento, seppur nascosto, tende inevitabilmente ad affiorare. L’ESPOSIZIONE ripercorre, in 33 quadri, il cammino dell’artista, una biografia selezionata fatta di forme e colori, a partire dall’infanzia artistica di «Chiesa con fiori gialli» del 1996, quindi precedente la sua prima mostra personale, fino ad arrivare alla maturità di «Ottobre 2019» una delle ultime opere realizzate. Il percorso si snoda tra tele legate alla tradizione figurativa di gusto vagamente espressionista, fatte di tinte che tendono a virare verso colori freddi, di soggetti che scivolano nella penombra in maniera forse un po’ mesta, ma non priva di movimento vitale, seppur lieve: l’ondeggiare della laguna dopo il crepuscolo in «Venezia», o la tenda mossa da una brezza forse estiva in «Riflessi d’interno n9», o come in «Sorrow» del 1999, dove la figura di spalle nell’oscurità, di fronte ad una porta chiusa, comunica un’attesa, sì, ma non conclusiva, più un’attesa di moto. Lo stesso in «Ottobre 2001», dove una figura, probabilmente l’autore, è ritratta di spalle di fronte ad una tela bianca, che si suppone verrà poi riempita. Una sorta di dominante in tensione che - come accade in musica - attende di risolvere su di una tonica che possiamo solo immaginare. Nelle opere più recenti si nota una tendenza all’abbandono della figura a favore di una rielaborazione e ridefinizione della realtà al limite dell’astrazione. Interessante soprattutto il lavoro nella serie «Azimut», dove la visione aerea di strutture umane o paesaggi naturali è resa da un’angolazione non ortogonale; alterata nei colori e nelle forme per ottenere una sorta di texture monocromatica. Pur mantenendo una vaga leggibilità del soggetto, queste opere riescono a proiettare lo spettatore in una nuova dimensione, quella dell’artista. Dimensione caratterizzata da una visione fortemente curiosa ed emotiva, che con lo stesso interesse si perde in un dettaglio o in un vasto paesaggio metropolitano, costantemente alla ricerca di quelle poche forme che riescono a farsi strada tra la nebbia o le nubi, che sembrano altro, e che alterate nella luce della sera possono essere fatte proprie. La mostra rimarrà allestita fino al 29 gennaio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Tiraboschi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok