29 ottobre 2020

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27.09.2020

Il ritratto inedito di un mito: Jimi Hendrix

Jimi Hendrix: morto a 27 anniLa pubblicazione-tributo
Jimi Hendrix: morto a 27 anniLa pubblicazione-tributo

Tra i libri in uscita in questi giorni, a cinquant’anni di distanza dalla sua morte (il 18 settembre 1970) uno certamente da non perdere è quello del leggendario chitarrista americano Jimi Hendrix. Suoni e visioni, opera del giornalista e critico musicale Ernesto Assante, che racconta tratti inediti ed affascinanti di questo incredibile musicista. Hendrix, a 50 anni dalla sua scomparsa, resta il chitarrista più influente della scena internazionale, il più all’avanguardia, un vero e proprio mito musicale che si riaffaccia con tutta la sua dirompenza anche nelle pagine di questo libro. E «la sua musica è ancora in circolazione nel sistema sanguigno del rock odierno», e allo stesso modo la sua epica immagine. Edito da White Star (208 pagine, 29,90 euro) il libro celebra la breve e intensa carriera artistica con le parole di un esperto della musica rock, tra foto inedite, citazioni, e il racconto di performance divenute ormai leggendarie. Genio assoluto della chitarra elettrica, artista eccezionale e travagliato, tragicamente scomparso troppo presto – era nato a Seattle nel 1942 e morì a Notting Hill nel 1970 -, Hendrix in ventisette anni di vita ha prodotto tre album: tanto da meritarsi un posto d’onore nella Rock’n’roll Hall of Fame. Hendrix ha lasciato un segno indelebile con le sue sonorità inedite, che avrebbero aperto la strada alle future evoluzioni del rock. «Gli anni Sessanta hanno molti simboli, molti personaggi che li rappresentano - scrive Ernesto Assante nell’introduzione-. Ma uno in particolare ha incarnato meglio di chiunque altro quello che era un tratto ineliminabile e avvincente del decennio, ovvero quella folle e rischiosa corsa creativa che sembrava aver impresso all’intero Pianeta una specie di accelerazione temporale. E c’era chi cercava di interpretarla questa ebbrezza collettiva in una effervescente, stravolta improvvisazione sonora». È STATA questa la storia di Jimi Hendrix, il suo cammino inarrestabile, per andare oltre. Oltre anche la musica. Egli infatti, in breve tempo ha solcato ogni limite musicale, le sue capacità crescevano in maniera esponenziale e il suo stile diventava sempre più personale, unico e giustamente incontrollabile. Sul palcoscenico utilizzò tutti i “trucchi del mestiere” e in pochi anni consacrò la sua carriera: con Hey Joe, Purple Haze, The Wind Cries Mary e la sua fama divenne mondiale. Performance leggendarie che entrano prepotentemente nell’immaginario collettivo come il Festival di Monterey nel 1967, o Woodstock nell’agosto del 1968. Gli assolo di Jimi Hendrix sembrano sempre avere presente un limite da valicare a colpi di invenzioni e di visioni folgoranti. La sua anima ribelle e suo il furore creativo cambiarono la musica e il mondo, e molte generazioni. •

Enrico Gusella
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