22 maggio 2019

Cultura

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07.11.2018

Aree dismesse da rigenerare A Brescia scommessa aperta

Brescia può contare sull’eredità di un paesaggio industriale, figlio di una vocazione imprenditoriale propria di questo territorio. Dalla Valle delle Cartiere di Toscolano, in un paesaggio culturale evolutivo in cui l’ambiente è parte integrante del lavoro dell’uomo da cui non ha subito alcuna compromissione, fino ad arrivare alla «via del marmo» in un tratto di terra in cui, invece, si possono cogliere i danni arrecati dall’essere umano. «Un luogo da percorrere attentamente per scoprire, però, un paesaggio del lavoro pieno di riferimenti e di interessi. Vale la pena, quindi, di curare le ferite senza però far sparire le cicatrici», ha esortato Carlo Simoni, studioso delle culture del lavoro e del recupero di aree storico industriali, intervenuto alla presentazione del libro «Paesaggi industriali e patrimonio Unesco» del- l’architetto Massimo Preite. A intervenire accanto al- l’autore del volume anche l’assessore all’Urbanistica del Comune di Brescia Michela Tiboni, Renè Capovin della Fondazione Micheletti e l’architetto Marco Frusca. IL TESTO presenta una raccolta degli scritti più significativi di Preite riguardanti il grande patrimonio industriale, declinato sotto diverse angolazioni, rimarcandone l’importanza della valorizzazione a dispetto dei sentimenti oggi esistenti di ostilità e diffidenza. «Molti Paesi rivendicano il proprio paesaggio industriale, attraverso per esempio l’apertura nei siti dismessi di aree museali. In Italia e in Europa tale patrimonio viaggia all’insegna della nostalgia, nei paesi in via di sviluppo, con una industrializzazione a pieno ritmo, regna invece l’orgoglio», ha riferito l’autore, sottolineando però la loro presenza marginale (circa il 6%) nei siti Unesco. «Il patrimonio industriale è versatile, gode di flessibilità e molteplicità di usi. Per questo è possibile operare una conservazione nella trasformazione», ha aggiunto. Una conservazione rivolta a una rigenerazione urbana focalizzando l'attenzione sulla valorizzazione dei siti industriali preesistenti. •

M.GIA.
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