21 novembre 2019

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08.11.2019

Con Hanna Slak dentro la miniera del cinema sloveno

La regista Hanna Slak
La regista Hanna Slak

I volti e le teste del cinema sono pressoché infiniti e la finzione paradossalmente, anche a prescindere dal fatto che sia ispirata a un fatto vero, può diventare uno strumento per la ricerca della verità storica e umana. «Il segreto della miniera» della slovena Hanna Slak, film che sarà presentato questa sera alle 21 al cinema Nuovo Eden, ne è la bella e intrigante dimostrazione. Alla proiezione, in collegamento via Skype, interverrà anche la regista, mentre la serata sarà arricchita dai contributi di Agostino Zanotti, direttore dell’associazione «Adl a Zavidovici» e di Valerio Di Donato, autore del romanzo «Viaggio di solo ritorno. Guerra e amore dentro l’anima dei Balcani». LA REGISTA è slovena, il film è sloveno e racconta una storia vera, quella del minatore, abitante in Slovenia ma di origini bosniache, Mehmedallija Alic. La messa in scena di Hanna Slak, assieme all’intensissima interpretazione e all’aderenza fisica al personaggio del minatore da parte di Leon Lucev, trasmette allo stesso tempo un grande senso di concretezza materiale e di apertura ideale e morale; concretezza e fatica del lavoro manuale del minatore che a colpi di piccone abbatte i muri per portare alla luce la verità e l’orrore celato nei pozzi della miniera – la miniera di Huda Jama per la cronaca – lavoro sorretto da un grande senso etico nella ricerca della verità e della giustizia. IN UN FILM che unisce con il tragico filo della guerra e della morte due orrori della Storia, la seconda guerra mondiale e la guerra in Bosnia, le fosse comuni e la strage di Srebrenica, Hanna Slak mostra come lo scavo materiale possa essere persino più facile e proficuo di quello teso ad abbattere intolleranza e pregiudizio razziale. IL RACCONTO della pellicola segue dunque le orme di Alic, un minatore sloveno di origine bosniaca che viene inviato all’interno di una miniera ormai sigillata per poi riferire il contenuto alle autorità competenti. Con notevole intelligenza e finezza psicologica Hanna Slak stabilisce un collegamento intimo, quasi inconscio, tra il passato di Alija, il protagonista, il suo senso di colpa, e la sua volontà di continuare lo scavo nella miniera nonostante le interdizioni del direttore della stessa. Con pari finezza il film tratteggia l’ambiente familiare di Alija e soprattutto l’aria che si respira sul posto di lavoro e nei rapporti con i responsabili della miniera. Proiezione alle 21.15. Ingresso 5 euro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fausto Bona
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