17 ottobre 2019

Cultura

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14.11.2018

Elisabetta Sgarbi «L’editoria brilla se il mercato è equo»

Elisabetta Sgarbi: «Sono cresciuta leggendo Emily Dickinson»
Elisabetta Sgarbi: «Sono cresciuta leggendo Emily Dickinson»

Nel novembre di tre anni fa salpava sul mercato editoriale una nave mai avvistata prima. Paradosso classico, la nave di Teseo è formata da tasselli che cambiano forma nel tempo, senza mutarne l'essenza e la rotta di navigazione: così questa nuova casa editrice mirava a un progetto del tutto innovativo, continuando a guardare alla pagina stampata come a un oracolo di buon auspicio per il futuro della cultura, ora più che mai sospesa tra acque agitate. Direttrice editoriale della Nave di Teseo è Elisabetta Sgarbi, che alle 20.30, sarà ospite di Etica Festival nella cornice del castello di Padernello a Borgo San Giacomo, per l’incontro «Libertà e responsabilità nell'editoria». «Sono cresciuta leggendo Emily Dickinson» spiega Sgarbi. «Un suo verso dice “Se il buon Dio andasse in visita - o schiacciasse un sonnellino/tanto da non vederci -/ma si dice ch’Egli sia un telescopio/che di continuo ci guarda”. Nell’editoria, parte essenziale della mia vita, ho profuso ogni fibra di me. Io vivo così, impossibile il risparmio. Quindi certo che c’è un senso di responsabilità che è dare sempre tutto per cercare di pubblicare gli autori che si ama leggere. Il nostro lavoro è credere nei libri prima che gli altri ci credano, e crederci quando gli altri non ci credono. Bisogna essere responsabili e sfrontati». Sfrontatezza che combatte per ottenere i propri spazi in un mercato che vive una fase complessa. «Non ho mai posto il tema della Nave di Teseo in termini di libertà, ma di corretto funzionamento del mercato» prosegue la direttrice editoriale. «In nessun paese europeo il primo editore ha il 35% del mercato e il secondo il 10%. Di per sé non è illegittimo, ma essendo un'anomalia, è giusto che venga regolata. La Nave di Teseo è nata anche come indicazione di questa anomalia». In un mercato che guarda al digitale con l'ebook «che ha un ruolo crescente anche se con numeri non eclatanti», l'e-commerce «che è l'unico canale di vendita in netta crescita e che accende molte polemiche» e il web inteso come comunicazione «che è un oceano in cui accade di tutto, non misurabile, ma inevitabile», c'è ancora spazio per i festival come La Milanesiana, che la Sgarbi dirige da quasi vent'anni, e che ospita centinaia di scrittori, musicisti e registi all'insegna del dialogo tra i saperi. «Più che a un cantiere, mi piace pensare alla Milanesiana come un mondo labirintico ma ordinato: scegliamo un tema e su quel tema gli autori si esprimono con un testo compiuto o con una performance musicale». L’editore, per Sgarbi, aspetta sempre di «meravigliarsi, che un libro accenda una lampadina, una speranza. Confida sempre che ci sarà in futuro chi legga libri, che leggere sia e rimarrà un'attività primaria come respirare. Un’aspettativa audace». •

Stefano Malosso
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