17 ottobre 2019

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30.11.2018

GALUPPINI: FERRO E SPORT

Galuppini ha scritto «Forgiato dalla vita. Storia di un ragazzo di strada divenuto un imprenditore di successo»Roberto Ghidoni
Galuppini ha scritto «Forgiato dalla vita. Storia di un ragazzo di strada divenuto un imprenditore di successo»Roberto Ghidoni

All'inizio le sue riconversioni aziendali sono diventate «case history» universitarie. «Si sono interessati un paio di docenti, poi il discorso s'è ampliato». Da lì lo scatto successivo: perché non farne un libro? Meglio, un'autobiografia. Passo dopo passo, «condividendo motivazione e percorso». L'imprenditore bresciano Claudio Galuppini - originario di Visano, trapiantato dopo il matrimonio a Calvisano, 52 anni, titolare della Forgiafer, azienda leader in Italia nel settore del padel, gioco a metà tra il tennis e lo squash - ha versato sudore e inchiostro. NE È NATO il volume «Forgiato dalla vita. Storia di un ragazzo di strada divenuto un imprenditore di successo» (Liberedizioni), edito dal giornalista Marcello Zane che modera la presentazione nella sala Pedini del Centro Fiera di Montichiari alle 18.30. Ospiti d'eccezione, oltre al conduttore Max Giusti: Stefano Miglietti, capace di correre 10 maratone non stop nel Sahara in 52 ore e 30 minuti, Silvio Mondinelli, uno dei pochi scalatori ad aver raggiunto le 14 vette più alte al mondo, e Roberto Ghidoni, atleta che nel 2002 ha abbassato di 10 ore il record sulla distanza dei 565 km. «L'idea è quella di mettere insieme tre grandi campioni bresciani - racconta Galuppini -, in grado di lanciare un messaggio ai giovani e di emozionare». E aprire il cassetto dei ricordi. «Ho avuto un'adolescenza difficile e un rapporto complicato con mio padre - prosegue l'autore -: nelle pagine del testo provo a spiegare come ho fatto a superare i problemi e a reinventarmi. Ci vuole coraggio, soprattutto ad analizzare quanto fatto nella propria esistenza». Una vita fatta di snodi. «Mi sono messo in proprio a 23 anni e mezzo come fabbro artigiano, in un'officina nelle campagne di Montichiari, e poco dopo mi sono sposato - ripercorre Galuppini -. Poi, per un caso della vita, ho conosciuto un maestro del ferro battuto come Aldo Carati: da lì ho cominciato a frequentare scuole serali e mi sono specializzato nella forgiatura e nella produzione di cancelli in ferro battuto. Ne abbiamo piazzati 40mila in Italia, un successone. Fino al 2008: con la crisi mondiale e quella dell'edilizia ho perso il 60% del fatturato, e mi sono dovuto reinventare». Quindi la rivelazione: il padel. E la posa dei campi in Italia e in tutto il mondo. Virata improvvisa. «Una svolta. Che ci porta a essere la più grande realtà italiana del settore, con apertura sul mondo - chiude -: Marocco, Mauricius, Maldive. Viaggio parecchio. Abbiamo lavorato con grandi nomi del calcio, che si sono appassionati a questo sport: Nainggolan a Roma, Albertini e Casiraghi a Milano. E altri se ne aggiungeranno. Ma non dimentico il percorso, le difficoltà, le gioie e i dolori...». Sarà presentata l'associazione «L'arcobaleno di Nicole», in ricordo della piccola scomparsa per un'otite agli Spedali Civili: il fine è realizzare percorsi educativi alla salute nelle scuole. •

Jacopo Manessi
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