20 novembre 2019

Cultura

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04.10.2019

«LA CHIESA STA CON GLI ULTIMI»

Carlo Fratta Pasini presidente Banco Bpm con Guariente Guarienti e monsignor Mario Delpini MARCHIORI
Carlo Fratta Pasini presidente Banco Bpm con Guariente Guarienti e monsignor Mario Delpini MARCHIORI

Monsignor Mario Delpini ha trascorso tutta la sua vita all'interno del mondo milanese: prima in seminario, di cui è stato direttore oltre che allievo, poi in Arcidiocesi da vescovo ausiliario – per andare a trovare i suoi parroci si spostava in lungo in largo per tutto il capoluogo in bicicletta – e infine da arcivescovo, nominato nel 2017 come successore del cardinale Angelo Scola. Per lui le Olimpiadi del 2026 sono cominciate questa estate in oratorio, con le Oralinpics (le olimpiadi degli oratori, 3.500 giovani in tre giorni per la terza edizione) che si sono svolte proprio nei giorni di giugno in cui veniva annunciata l'aggiudicazione dei giochi invernali 2026 all'asse Milano-Cortina. Per questa vittoria ha esultato anche Verona, che ospiterà la cerimonia di chiusura in Arena. E Delpini, ieri in riva all'Adige per un incontro organizzato dal Banco Bpm e dalla Fondazione Zanotto, ha ribadito «Credo che un evento sportivo come questo potrà rivelare al mondo tutta l'eccellenza del nostro territorio». Eccellenza «nel tessere rapporti e accogliere chi arriva da ogni parte del mondo, nell'esprimere qualità della vita: dal cibo all'assistenza sanitaria, dall'efficienza ai tesori storico-culturali. Non stravedo per i grandi eventi», ha sottolineato, «perché mi sembra più importante valorizzare la vita ordinaria. Ma certamente è un momento in cui tutto il mondo ci guarderà e credo che faremo bella figura». La cornice è la Sala Maffeiana, il dialogo si svolge su tema «La Chiesa oggi. Che cosa possiamo sperare?», solleticato dalle domande dell'avvocato Guariente Guarienti e introdotto dai saluti di Carlo Fratta Pasini, presidente del Banco Bpm. SINODALE, più modesta, più lieta. Così Delpini ha risposto alla provocazione. «La Chiesa sta affrontando una riduzione numerica. Di partecipanti, di preti, di consacrati e consacrate. Una riduzione che se vista in ottica di prestigio può talvolta indurre alla nostalgia. Ma il nostro umore non deve dipendere dai numeri. Le dinamiche interne dovrebbero andare verso decisioni e parole prioritarie frutto di un discernimento condotto insieme a tutta la comunità, senza la presunzione di una egemonia che in altre epoche è stata evidente». Il cuore dell'azione è chi rischia di rimanere indietro: «non più solo i malati, i poveri, gli anziani», ha affermato. «Anche gli stranieri sfruttati quando c'è lavoro e dimenticati quando il lavoro è scarso, chi cerca consolazione in qualche forma di dipendenza, chi fatica nelle relazioni, ragazzi di famiglie fragili che si trovano smarriti». •

L.PER.
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