25 maggio 2019

Cultura

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17.01.2019

La crisi della modernità: quali risposte?

Gianni Vattimo: il filosofo torinese ha 83 anni
Gianni Vattimo: il filosofo torinese ha 83 anni

«Ermeneutica e crisi della modernità. Percorsi di pensiero critico» è la prima iniziativa del 2019 dell'associazione, presieduta dal professsor Piero Zanelli, «Odradek XXI-Saperi, professioni, cittadinanze», organizzata con il contributo fondamentale del Liceo classico Arnaldo. Sono tre gli incontri, o meglio brevi seminari, proposti nell’aula magna dell’istituto bresciano in corso Magenta, a partire da domani alle 17, per una esplorazione selettiva del pensiero di quattro filosofi della cosiddetta filosofia dell’interpretazione. «Se negli ultimi due secoli l’ermeneutica ha assunto sempre più il compito di comprensione dei processi storico-culturali mediante lo strumento che tutti usiamo, ovvero il linguaggio, - commenta Zanelli - e se intendiamo contribuire al percorso di emancipazione dell’umanità, si impone un lavoro di ricivilizzazione e di risignificazione, vista la crisi epocale in cui siamo immersi. Allora la critica ermeneutica può essere una risorsa affinché le “tracce di senso” su cui abbiamo lavorato negli ultimi anni si traducano per tutti in sentieri praticabili di crescita etico-politica». Si comincia con Stefano Marino dell’Università di Bologna in un incontro dal titolo «L’ermeneutica di Godamer come risposta alla crisi della modernità». Il filo conduttore del suo pensiero è il linguaggio, nello stesso tempo sedimentato da pregiudizi ma anche strumento di analisi critica del nostro vivere, agire e pensare. L’11 febbraio Ilario Bertolletti della Morcelliana affronterà «Paul Ricoeur: dalla ermeneutica del simbolo alla fenomenologia ermeneutica». Il filosofo francese «ci ricorda che la coscienza liberante è un compito, non un dato di fatto né un dono divino.- spiega Zanelli -La sua ricerca elabora un concetto di ragione più ricco e multiverso nel quale gli individui possano reciprocamente riconoscersi». Il 22 febbraio Gaetano Chiurazzi dell’Università di Torino affronterà «La scuola ermeneutica di Torino: Pareyson e Vattimo». Notevole l’apporto del primo all’estetica nel suo aspetto processuale, con il secondo l’ermeneutica diventa un «clima spirituale» diffuso, veicolato dalle mode post-moderne, un mix di «logica culturale del tardo capitalismo», in realtà strisciante dissoluzione della logica stessa. Si afferma il «Pensiero debole» di Gianni Vattimo, «che si colora comunque di connotazione etica, radicato nella incompiutezza e pluralità delle forme del pensare e dell’agire, fino a porsi come ontologia dell’attualità». E negli anni Novanta il suo pensiero si assume il compito di interpretare i processi del presente ai fini di pratiche di «sovvertivismo democratico». •

M.MON.
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