28 gennaio 2021

Cultura

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24.11.2020

«InFame», opera prima che emoziona e colpisce

Ambra Angiolini in un’immagine tratta da «Il silenzio dell’acqua 2»
Ambra Angiolini in un’immagine tratta da «Il silenzio dell’acqua 2»

Si fa leggere d’un fiato. Ti prende e non ti molla più. Dà e prende il cuore. Non è un’autobiografia, «InFame». Non è un trattato sui disturbi alimentari, anche se parla di bulimia. È un romanzo di vita senza sovrastrutture, flusso di coscienza che si fa pagina, frutto dell’esperienza quanto della creatività di Ambra Angiolini che con questa sua opera prima edita da Rizzoli rivela di possedere un altro talento dopo quelli di attrice, conduttrice, cantante e doppiatrice. C’È UNA BUONA E SANA dose di autoironia, tra le pieghe di «InFame», pur dovendo fare i conti con l’altra sé che a lungo le ha complicato ogni giornata: «Io e la mia inseparabile Elettra... Ovviamente spero di essere quella magra delle due». Il sorriso, la forza di non voltarsi dall’altra parte davanti alla purezza degli affetti: un colpo che scuote e commuove, per esempio, il biglietto lasciato dalla madre che aveva solo finto di credere alla stanchezza come ragione del suo andare a letto a presto, ma in realtà aveva capito quanto il suo demone pretendesse di continuo, anche quella sera, di essere saziato. DESCRIVENDOSI da fuori e nella sua interiorità al tempo stesso, Ambra rivela come fosse muta ma disperata la richiesta d’aiuto della quindicenne che fu («Mi sentite? Sto urlando fortissimooooo!»). L’autoanalisi incisiva («la questione è che non riconoscerei me tra mille»), la descrizione innamorata di un padre dalla gentilezza d’animo disarmante. Il brivido di gioia ripensando a quell’«ancòra» insopportabile, che scandiva i giorni trasformandoli in missioni impossibili, finalmente scomparsa quando ha lasciato il posto all’«àncora» che ha saputo essere Danda, la prima figlia, poi seguita dal secondogenito Leonardo: i tesori che le hanno cambiato (salvato) la vita. Ambra ha voluto rivolgersi, con questo suo esordio letterario, a chi vive la condizione in cui è rimasta tanto a lungo, con tanta sofferenza: «Se per te l’amore è quello che manca – scrive nella scheda del libro – e non quello che resta; se sei capace di mangiare otto gelati Cucciolone così velocemente da non riuscire nemmeno a leggere le barzellette disegnate sopra il biscotto; se nella vita non sei un fuoriclasse ma un fuoricoda, se per staccare col mondo hai bisogno di ipnotizzarti davanti alla Prova del Cuoco; se conosci a memoria la canzone de Il gatto puzzolone; se tra tutto quello che hai nel tuo armadio scegli sempre lo stesso pantalone da almeno cinque anni; se sei un maniaco dell’igiene specialmente di quella del bagno. Se dentro di te c’è Lei; se trovi che Elettra sia un bel nome a cui dare la colpa di tutto, se ogni tanto hai la testa abitata da una scimmietta che suona piattini o da criceti che girano nella ruota e soprattutto… se anche la tua pancia pensa, piange, ama più della testa e del cuore, allora… questa è anche la tua storia». «IO NON SONO PIÙ LEI – ha raccontato l’attrice a Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa – Lei è rimasta inFame, io oggi sono molto affamata di amore, di vita. Scrivendolo ho voluto sfidare quel destino che non è che te lo scegli, ma ti capita. Ma non è un libro triste». Una storia di riscatto. Soprattutto di coraggio. Emoziona, colpisce. Era attesa a Bolzano questa sera, Ambra Angiolini, con lo spettacolo «Il nodo», dedicato al tema del bullismo. La chiusura dei teatri per il lockdown ha fermato tutto, ma l’attrice e scrittrice sarà comunque ospite del teatro Stabile domani alle 18 nell’ambito di un nuovo programma di incontri e dialoghi online, in diretta sulla pagina Facebook del Cristallo (www.facebook.com/teatrocristallobz) per parlare del suo romanzo di debutto «InFame». Dialogherà con lei la direttrice del Cristallo, Gaia Carroli. Si potrà partecipare entrando nella pagina Facebook del Teatro Cristallo; l’incontro, come gli altri dialoghi in cartellone a Bolzano, sarà fruibile dopo una settimana sul canale YouTube del teatro.

G.P.L.
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