28 gennaio 2021

Cultura

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01.12.2020

«JAZZONTHEROAD» LA MUSICA RESISTE

Il contrabbassista Giulio Corini sul palco del Broletto con i ReithiaMassimiliano Milesi e Giulio Corini: il live è tratto dal concerto Jazzontheroad dello scorso luglio
Il contrabbassista Giulio Corini sul palco del Broletto con i ReithiaMassimiliano Milesi e Giulio Corini: il live è tratto dal concerto Jazzontheroad dello scorso luglio

C’è luce in fondo al tunnel e la musica abbaglia fra le penombre di oggi: testimonianza sonora e simbolica della diciassettesima edizione del Festival Jazzontheroad, che si è svolto durante l’estate manifestando segnali di esistenza e resistenza nonostante le difficoltà, nonostante tutto, «Reithia» è il progetto speciale pensato e ideato dall’associazione diretta da Francesco Schettino «per rappresentare la rinascita di Brescia e Bergamo, le due città simbolo dell’epidemia, elette capitali della cultura europea del 2023». E al contempo, «un’azione di sostenibilità per i progetti dell’associazione» impressa in un disco - registrato dal vivo lo scorso luglio proprio nell’ambito di JOTR - che dal 4 dicembre, per un mese, sarà scaricabile in versione digitale con un contributo economico libero sul sito ufficiale www.jazzontheroad.net. «REITHIA identifica una delle divinità più diffuse sull’arco alpino occidentale in epoca pre romana, simbolo di salute e guarigione, nascita e fertilità, a testimoniare l’unità culturale che da sempre accomuna le province di Bergamo e Brescia, città di provenienza dei quattro musicisti coinvolti. Il progetto - osserva lo stesso Schettino - nasce quindi dall’esigenza di veicolare un messaggio di speranza e di rinascita attraverso il linguaggio più antico e universale, ossia quello della musica». Protagonisti per l’occasione, ieri sul palco e ora nel disco, quattro interpreti della nuova scena italiana che anche in passato hanno spesso incrociato i loro passi (ad esempio nel quartetto Double Cut del sassofonista Tino Tracanna, anche lui bergamasco) ma che per la prima volta hanno deciso di condividere un progetto originale: i bresciani Giulio Corini (contrabbasso) e Francesco Baiguera (chitarra), con Massimiliano Milesi (sax tenore) e Filippo Sala (batteria) in rappresentanza di Bergamo, che hanno evocato fra ritmi, atmosfere e suggestioni le visioni generate durante il buio della quarantena. «Per raccontare attraverso il jazz una nuova narrazione simbolo di rinascita dopo il periodo difficile che abbiamo vissuto e ancora stiamo vivendo... quando un domani tutto ci apparirà più semplice, “easy”, così come l’amare e così come il jazz, nato come fenomeno sociale dagli schiavi afroamericani che trovavano conforto e speranza nelle loro anime improvvisando collettivamente». DETTO, FATTO. «Reithia» raccoglie sette brani scritti in lockdown, «diario artistico della resistenza in un momento oscuro dei nostri giorni», più una cover, «Easy to Love» (celebre standard di Cole Porter, già colonna sonora del festival), registrati da Fabio Zanetti l’8 luglio, la cui post produzione è stata poi affidata a Stefano Castagna allo studio Ritmo&Blue. Il risultato è una collezione temporanea di tracce che interpretano il periodo in cui i quattro musicisti, ritrovatisi in pieno isolamento senza ovviamente poter suonare dal vivo, hanno scelto lo studio e la solitudine per ricreare con la musica le esperienze e il vissuto; il recupero della memoria come atto propedeutico alla ricerca di una nuova socialità, il suono e la composizione come terapia, speranza e desiderio di ricominciare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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