13 luglio 2020

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01.06.2020

JOYCE & POUND 100 ANNI FA A SIRMIONE

James Joyce raggiunse Ezra Pound a Sirmione l’8 giugno. Lo accompagnava il figlio quindicenne GiorgioL’albergo della Pace a Sirmione fu teatro di un soggiorno passato alla storia della letteratura
James Joyce raggiunse Ezra Pound a Sirmione l’8 giugno. Lo accompagnava il figlio quindicenne GiorgioL’albergo della Pace a Sirmione fu teatro di un soggiorno passato alla storia della letteratura

Il centenario è di quelli che in tempi normali non sarebbe passato inosservato: nel giugno 1920 James Joyce soggiornò con la famiglia a Sirmione all'Hotel Pace, dove fece leggere ad Ezra Pound il manoscritto dell'«Ulisse», ricevendo dal poeta l'incoraggiamento a pubblicarlo al più presto. «Ciò che rende affascinante l'incontro tra Joyce e Pound a Sirmione è la storia che vi sta attorno» racconta la scrittrice gardesana Simona Cremonini, che all'evento dedicherà un capitolo nel suo prossimo libro. «Non ci fu nulla di occasionale, tra i due esisteva già un rapporto che per lo scrittore dublinese fu fondamentale per trovare opportunità di pubblicazione, grazie alla rete di conoscenze di Pound, poeta e saggista statunitense che aveva scelto di vivere a Londra e in seguito a Parigi». L'autore dei «Cantos» era già stato nella penisola benacense dieci anni prima, quando aveva alloggiato all'Hotel Eden di Piazza Carducci. Erano i giorni in cui correggeva le bozze del suo saggio «Lo spirito romanzo». Questo soggiorno fu commemorato in versi: «O Benaco di zaffiro, in te e nelle tue brume/ la stessa natura si è fatta metafisica, / Chi può guardare in quel blu e non credere?», «e l'acqua defluisce dalla sponda lacustre/ silenziosa quanto mai a Sirmione/ sotto gli archi». «Divenuto in seguito un ammiratore di un ancora pressoché sconosciuto Joyce - osserva la studiosa - Pound carteggiò con lui per anni, si appassionò alle sue opere e mise in campo le proprie forze per aiutarlo a pubblicarle, oltre che per ottenergli forme di sostentamento da alcune società letterarie. A quel tempo Joyce, abbandonata l'Irlanda, si spostava da un luogo all'altro d'Europa, lavorando per lo più come insegnante, e aveva già ricevuto diversi rifiuti per la sua raccolta di racconti 'Gente di Dublino'. L'aiuto di Pound, a cui era stato segnalato proprio da Yeats, fu determinante per trovare la via della pubblicazione e recuperare risorse economiche indispensabili, nonché per persuaderlo a terminare il suo 'Ulisse'». NEL 1920 Joyce viveva a Trieste e Pound lo convinse a incontrarlo a Sirmione, da dove il 2 giugno gli comunicò che con la moglie aveva appena trovato «due stanze all'Albergo de la Pace. Sembra pulito, buon odore in cucina, proprietario amico del mio vecchio amico Menegatti. Offre la pensione a 14 lire, cioè 56 lire al giorno per voi quattro. Sto pensando di provarlo io stesso dovessi tornare qui in futuro (...) Telegrafate e vi riserverò le stanze al Pace». Joyce vi giunse quasi a sorpresa l'8 giugno assieme al figlio quindicenne Giorgio. Si era lasciato convincere perché «il signor Pound mi ha scritto con un tono talmente urgente da Sirmione (lago di Garda) che, nonostante il mio terrore dei temporali e nonostante quanto io detesti viaggiare, ci sono andato portando con me mio figlio perché agisse da parafulmine». «COME DA CONSIGLIO di Pound - sottolinea la Cremonini - Joyce giunse alla stazione di Desenzano di notte e poi via traghetto arrivò a Sirmione. Fu in quei giorni che Pound convinse Joyce a lasciare definitivamente Trieste per andare a Parigi con la famiglia e a rinunciare all'insegnamento che lo distraeva dalla stesura dell’"Ulisse". Dell'evento rimane anche una filastrocca vergata su una delle lettere: "C'era un bardo a Sirmione sul lago/ che viveva di miele e di locuste pago,/ finché un figlio di puttana/ gli portò via dalla tana/ calma, denaro, scarpe, vestiti e svago». «Oltre agli hotel ancora esistenti che sono citati nei loro carteggi (in primis l'Eden e il Pace, ma anche il Catullo) - conclude la scrittrice - del loro passaggio a Sirmione resta solo qualche flebile traccia. La più evidente è forse l'iscrizione che al Parco Tomelleri omaggia una citazione di Pound: “Our olive Sirmio/ lies in its burnished mirror...” (“La nostra Sirmione terra di ulivi/ si adagia nel suo specchio brunito..."). Ma di quelle fertili giornate Sirmione si vi sono testimonianze diffuse, oltre che nelle lettere che i due si scambiarono, anche in quelle da essi inviate ad altri intellettuali dell'epoca». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Flavio Marcolini
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