23 ottobre 2019

Cultura

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21.09.2019

L’arte? Al «41-bis» Uno spazio-atelier per menti creative

Alberto Goglio:  sua l’idea di trasformare un ex negozio di parrucchiere in una galleria-laboratorioUn’opera di Alberto Goglio
Alberto Goglio: sua l’idea di trasformare un ex negozio di parrucchiere in una galleria-laboratorioUn’opera di Alberto Goglio

L’insegna è di un arancio che acceca. Poi la scritta sovrimpressa, stile retrò: «Acconciature maschili», in corsivo aggraziato. E ancora, quasi a ribadire il concetto, l’esplicitazione dal tocco international: «Coiffeur», stavolta a caratteri cubitali. Chiunque abbia messo piede in via Capriolo, orbita Carmine, non può non averla notata. Da oggi però varcata la soglia d’ingresso non si troveranno più forbici, permanenti e belli capelli, ma schegge d’artista in libero flusso creativo, incapsulate dentro poco più di 40 metri quadrati ai quali Alberto Goglio ha fatto la messa in piega sciogliendo le briglie alla fantasia per trasformarli in uno studio-laboratorio proiettato nel futuro. Non meno ispirato il nome scelto per dare un senso alla nuova avventura: «41-bis». Come il numero civico, evidentemente. Ma anche e soprattutto per via di certe insospettabili assonanze con il regime di carcere duro, che nella poetica espressiva dell’artista bresciano (classe 1967) definiscono una dimensione metaforica/claustrofobica, giacché - sostiene - «l’attività pittorica necessità di autoreclusione e per quel che mi riguarda l’isolamento rappresenta la più efficace forma d’ispirazione». DIPLOMATO in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, fino al 2017 titolare della cattedra di Decorazione e di Storia della Decorazione moderna e contemporanea alla LABA, in città, Goglio attualmente è docente di decorazione all’Accademia di Belle Arti di Verona, professione che affianca a quella di artista; svariate mostre personali e collettive all’attivo sia in Italia che all’estero, nella sua ricerca la progettazione di interventi artistici in spazi pubblici si fonde con un’acuta riflessione teorica. Concentrata proprio sulla decorazione, «nella sua accezione storica, l’interazione tra arte e architettura... Il complesso rapporto che la decorazione intesse con la modernità oggi ci consegna in realtà una disciplina la cui area di interesse si è estesa considerevolmente, ma proprio per questo ha bisogno di essere sostanzialmente ridefinita. Tutto questo senza tracciare confini netti che sarebbero anacronistici. Si tratta piuttosto di individuare in un groviglio stimoli e istanze spesso contrastanti, una trama di relazioni in grado di delineare uno scenario articolato ma coerente». Qualcosa di molto simile a ciò che si profila all’orizzonte del nuovo quadrilatero creativo nel cuore del Carmine, che d’ora in avanti collegherà il 41-bis, «dove oltre a lavorare in prima persona ospiterò anche mostre di altri artisti e percorsi espositivi paralleli», agli altri tre vicini centri nevralgici d’esperienze legate al contemporaneo: Spazio Arte Duina, in via Marsala, lì a due passi come Matrici Aperte, progetto indipendente di stampa d’arte e autoproduzioni ideato da Keita Nakasone, e Specchio 41, che - lo ricorda altrettanto il numero civico - è praticamente limitrofo. Chi vivrà vedrà: l’inaugurazione fra qualche ora, dall’aperitivo ai confini della notte. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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