28 settembre 2020

Cultura

Chiudi

11.09.2020 Tags: Incontri

L’astro Veronesi nel cielo di OltreConfine

Sandro Veronesi, vincitore dello Strega con il romanzo «Il colibrì»
Sandro Veronesi, vincitore dello Strega con il romanzo «Il colibrì»

Altro appuntamento, altro ospite da circoletto rosso: dopo Raul Montanari (protagonista durante la serata d’apertura) e Annarita Briganti, che domenica scorsa a Pisogne ha dipinto un intenso ritratto di Alda Merini, «l’eroina del caos», il Festival OltreConfine - promosso dall'omonima associazione, con la direzione artistica di Stefano Malosso - stasera spalanca le porte della percezione a Sandro Veronesi, vincitore del Premio Strega 2020 con «Il colibrì» (La nave di Teseo). Romanzo rivelazione dell’anno, un affresco dell’Italia degli ultimi decenni che lo stesso Veronesi presenterà al Cinema Teatro Giardino di Breno, dove interverrà alle 21 (ingresso libero, prenotazione obbligatoria scrivendo a prenotazioni@oltreconfinefestival.it). Pillole dalla sinossi: «Il colibrì è Marco Carrera. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d'arresto della caduta. Perché sopravvivere non significhi vivere di meno». Intorno a lui l’autore costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni Settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all'improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: «È una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l'uomo nuovo...». ALL’INDOMANI del trionfo al Premio Strega, lo stesso Veronesi - classe 1959, già vincitore nel 2006 con «Caos Calmo» - era entrato nel dettaglio riavvolgendo il nastro alle origini della sua opera e di quello che sarebbe accaduto poi, pur ammettendo in un’intervista al Corriere che «i premi sono delle parentesi, in cui si viene giudicati in maniera diretta da parte dei lettori che di rado incontri personalmente. I giudizi, positivi o negativi, sono molto utili, occorre farsi giudicare. Alcuni ti dicono che sei bravo, altri che non lo sei stato abbastanza, se tante volte te le fossi scordato». E ancora: «La mia non è autobiografia. L’autobiografismo è una cosa ricorrente nella storia letteraria, è una tradizione: è come dire, non è fiction, non sono balle, quelle che ti racconto, ma vita vera, cose avvenute. Nel Novecento grandi autori hanno scritto non romanzi, ma autobiografie... Ho ritentato la gara perché all’uscita di questo libro, diversamente da altre volte, molte persone, alcune delle quali non si conoscevano nemmeno tra loro, mi hanno detto: dovresti candidarti allo Strega. Sapevo che non era vietato dal regolamento, ma non ci avevo mai pensato a ritentare una strada del genere. Mi dicevo: se lo hanno fatto in pochi, ci sarà una ragione. Mi sono informato per capire se esisteva una consuetudine non scritta, se ricandidandomi violavo un protocollo. E poi poteva apparire una cosa un po’ eccessiva, del tipo: che vuoi vincere due volte?». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

E.ZUP.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok