14 agosto 2020

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07.07.2020

L’omaggio dei Nastri d’Argento Mattotti, una vittoria con dedica

«La famosa invasione degli orsi in Sicilia» di Lorenzo Mattotti, Nastro Speciale
«La famosa invasione degli orsi in Sicilia» di Lorenzo Mattotti, Nastro Speciale

Nastri d’Argento 2020 al Museo Maxxi di Roma: l’edizione che resterà negli annali per il tributo alla figura gigantesca di Ennio Morricone. Definito da Carlo Verdone, fra i registi che hanno beneficiato della sua lungimiranza, «un sublime compositore la cui grandezza deriva da due elementi: il fatto di aver studiato musica contemporanea con Goffredo Petrassi e la sapienza dell'arrangiamento. Un arrangiamento solenne, nostalgico, potente e spesso ironico. Sarà immortale per il suo talento inarrivabile che lo portava ad esaltare qualsiasi opera. Gli vorrò sempre bene, ricordandolo per aver dato grazia e poesia ai miei primi due film». E UN PENSIERO a Morricone rivolgono tutti i candidati del Premio andato in onda ieri su Rai Movie. I vincitori, i nominati. Bresciani compresi. In un’edizione che vede imporsi «Favolacce» dei fratelli D’Innocenzo come miglior film, con Matteo Garrone miglior regìa per «Pinocchio» (vincitore di 6 Nastri) e migliori attori Pierfrancesco Favino e Jasmine Trinca (protagonisti), Roberto Benigni e Valeria Golino (non protagonisti), Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi (commedia), fra i premiati con Pedro Almodóvar e Toni Servillo ecco Lorenzo Mattotti, Nastro Speciale per «La famosa invasione defgli orsi in Sicilia». «Sono contento - dice il disegnatore e fumettista, che con il suo film d’animazione ispirato a un racconto di Dino Buzzati ha messo d’accordo tutti -. Le storie per ragazzi sono importanti, esiste un immaginario che non rimbambisce come le giostre di un luna park. L’entusiasmo delle famiglie incoraggia». Il pensiero è per chi tanto ottimo cinema ha accompagnato e valorizzato negli anni: «La musica di Morricone era così potente... Sono legato, in particolare, ai primi western: Per un pugno di dollari come Per qualche dollaro in più». ARRIVATO ALLA SPALLE di Marco D’Amore («L’immortale») nella corsa alla miglior regìa esordiente, dopo aver sbancato ovunque con «Mio fratello rincorre i dinosauri» (dagli European Film Awards ai David di Donatello) anche Stefano Cipani rende omaggio a Ennio Morricone: «Il più grande. Un genio della musica e del cinema, impossibile da dimenticare». Mauro Pagani in comune con Morricone ha la capacità di spaziare: ha scritto con Fabrizio De André dischi fra i più significativi di sempre in Italia, ma anche con le colonne sonore sa farsi apprezzare così tanto da aver ricevuto la nomination per «Tutto il mio folle amore» (a imporsi, Brunori Sas e Pasquale Catalano). «Nei tempi moderni - afferma Pagani - nessuno come Ennio Morricone ha saputo regalare al mondo pagine di musica così uniche e indimenticabili, rendendo le colonne sonore momenti intensi e inconfondibili, in grado di farci rivivere istantaneamente le tante scene che ha saputo nobilitare con le sue note. Un grande rammarico non aver potuto condividere qualche progetto con lui: avrei certamente imparato molto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

G.P.L.
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