19 gennaio 2021

Cultura

Chiudi

20.11.2020

«La barbona e il pappagallo» sul palco del Ctb

Elisabetta Pozzi in un testo incentrato sul rapporto madre-figlio
Elisabetta Pozzi in un testo incentrato sul rapporto madre-figlio

Un teatro per resistere, ed esistere. Nella Lombardia zona rossa, il mondo della cultura si muove tra mille difficoltà per alimentare quel mondo delle idee che fa delle persone dei cittadini consapevoli. Con questo spirito prosegue «rEsistenze Teatrali», la rassegna virtuale promossa dal Centro Teatrale Bresciano. Protagonista del prossimo appuntamento è Elisabetta Pozzi, con la prima puntata di «Teatro (Aperto)», che domani presenterà «La barbona e il pappagallo» di Vittorio Franceschi, in rete a partire dalle 15.30 sul sito www.centroteatralebresciano.it, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Ctb. «Questo testo aspettava l’interprete giusta per andare in scena - racconta Vittorio Franceschi -. È la storia di una donna che, dopo la morte del figlio che ha molto amato, decide di abbandonare la vita che si era costruita e di diventare una clochard, allontanandosi dal mondo. Per raccontarla, ho usato un linguaggio realistico, che però spesso va nella direzione della favola e sfiora la poesia». Al centro, emerge il forte legame di una madre col proprio figlio. «È un ragazzo particolare: studia le stelle, e quindi ha un modo tutto suo di concepire la vita. Quando la fidanzata decide di lasciarlo, il ragazzo si lascia morire. E sarà proprio la madre a doverlo aiutare ad abbandonare la vita, con un gesto doloroso ma pieno di quell’amore che solo una madre può avere». UNA MADRE che, dopo quella tragica morte, vagherà senza meta. «È un testo altamente poetico, pieno di tenerezza - spiega Elisabetta Pozzi -. La protagonista è una donna che vive con un pappagallo, una donna che ha scelto di rinunciare a tutto dopo aver vissuto il dolore della perdita del figlio. È un cuore lacerato, distrutto, che reagisce alla vita con determinazione, per sopravvivere. Si è autoinflitta l’abbandono di ogni cosa ma ci sono anche momenti di ilarità: è un flusso di coscienza che fa ridere e fa piangere». Una storia personale, dunque, che va a toccare la storia di tutti. «La scelta dell’eutanasia, che fa da sottofondo al testo, racconta un amore che è accondiscendenza verso l’altro, che può portare a decisioni difficili da giudicare. La cosa più importante è sospendere il giudizio, e questa sospensione è fondamentale per entrare nella storia di questa donna coraggiosa». •

Stefano Malosso
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok