29 ottobre 2020

Cultura

Chiudi

24.09.2020 Tags: Libri

TUTTI I SEGRETI DI BASE TUONO

Leonardo  MalatestaIl libro più organico sulla TuonoL’ex base missilistica  attiva tra il 1966 e il 1978 a Passo Coe
Leonardo MalatestaIl libro più organico sulla TuonoL’ex base missilistica attiva tra il 1966 e il 1978 a Passo Coe

Se è vero che l’inizio della Guerra Fredda è marcato dalla fine del secondo conflitto mondiale, è altrettanto noto che è scandita da due date. Delimitano un quarantennio in cui Stati Uniti e Unione Sovietica si affrontano a muso duro senza mai sparare un colpo, salvo nelle cosiddette «guerre regionali», per non far precipitare il mondo nel baratro atomico. Il perimetro storiografico va dalla costituzione del Trattato Nord Atlantico (Nato) il 4 aprile 1949, quando Washington dà vita alla coalizione dei dodici Paesi capitalistici che si richiamano alla democrazia liberale, alla caduta del muro di Berlino il 9 novembre 1989. Con il crollo il blocco comunista del Patto di Varsavia, firmato il 14 maggio 1955, ammaina la bandiera della coltivata e mai dimostrata supremazia bolscevica, scandita dall’opprimente partito unico di stampo marxista-leninista, cui la crisi economica e politica assesta il colpo mortale. Lo storico militare Leonardo Malatesta, grazie a tre libri usciti negli ultimi mesi, aiuta il lettore a destreggiarsi nei meandri della Guerra Fredda vista dal fronte italiano - quello per intenderci a cavallo fra Trentino, Veneto e Lombardia - con un’analisi puntuale e inedita tenuto conto che la bibliografia in materia è piuttosto scarna. Si comincia da «I segreti della Guerra Fredda» (edito da Archivio Storia), in cui Malatesta delinea le strutture militari della Nato in Italia durante il paventato conflitto atomico. Si prosegue con «West Star - Stella d’Occidente» (Bunker Soratte), in cui l’autore approfondisce il ruolo del comando Ftase di Verona, che in caso di guerra atomica si sarebbe trasferito nel bunker di Affi scavato nel monte Moscal, attivo dal 1966 al 2007. Il terzo libro è «Tuonando Disintegro» (per i tipi di Macchione), inedita storia di «Base Tuono», avamposto di montagna del 66° Gruppo Intercettori Teleguidati dell’Aeronautica militare, che dal 1966 al 1977 operò tra Tonezza, il monte Toraro e Passo Coe (Folgaria), innervando il presidio missilistico. Era forte di 300 uomini suddivisi tra la logistica alla caserma di Tonezza, la sede controllo dei radar del Toraro e il braccio operativo di Passo Coe, dov’erano installati i missili Nike-Hercules con testate convenzionali di gittata di 250 chilometri. Per la cronaca nessun missile venne mai teleguidato in undici anni di operatività. «È la prima opera organica su Base Tuono», spiega Leonardo Malatesta, «che faceva parte di una rete di 12 basi missilistiche tra Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli per proteggere l’Italia da un eventuale attacco dei sovietici». L’autore accompagna gli appassionati di storia in un rapido excursus sull’adesione dell’Italia alla Nato, quindi approfondisce il ruolo dell’Aeronautica nel sistema difensivo e con documenti inediti ricostruisce la storia del 66° Gruppo. UN CAPITOLO gustoso è dedicato alla «Gazzetta del Toraro», sconosciuta ai più. Fu stampata dall’agosto 1972 al novembre 1973 per volere del comandante, tenente colonnello Mario Bertoncini, che voleva dar conto della vita in un avamposto oggi difficile da immaginare: ai 1.897 metri del Toraro i militari, in pieno inverno, rimanevano isolati anche per decine di giorni, seppelliti da metri di neve, pur di controllare lo spazio aereo. Le basi missilistiche di montagna appartenenti al 1° Roc, di cui facevano parte anche quella del Monte Grappa (1968-1976) e del Pizoc (1967-1977), non avevano testate atomiche. A differenza di Monte Calvarina, a cavallo tra le province di Verona e Vicenza, dove fino al 1995 furono installate anche testate nucleari. Le altre testate atomiche erano dislocate a Bovolone, Zelo (Badia Polesine), Bagnoli, Chioggia e Ghedi. Per costruire Base Tuono si impiegarono quasi cinque anni con costi ingentissimi. «In “Tuonando Disintegro” ragguaglio della vita degli uomini, oltre che della strategia militare», conclude Malatesta, «per smitizzare credenze leggendarie, ma anche per rendere conto dello sforzo compiuto per fronteggiare il nemico sovietico oltre la cortina di ferro». •

Ivano Tolettini
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok