05 agosto 2020

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16.07.2020

La grande poesia
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dialetto

Valentina Gosetti: a Sydney insegna Lingua, letteratura francese e Teoria della traduzione all’università  In compagnia del figlioletto Roberto, cinque mesi: la famiglia, con papà Matt, vive in Australia
Valentina Gosetti: a Sydney insegna Lingua, letteratura francese e Teoria della traduzione all’università In compagnia del figlioletto Roberto, cinque mesi: la famiglia, con papà Matt, vive in Australia

Da Collio di Vobarno a Sydney per insegnare Lingua e letteratura francese e Teoria della traduzione alla Università del New England. È il salto compiuto dalla giovane Valentina Gosetti, studiosa e scrittrice bresciana che da qualche anno, con il marito Matt e il figlioletto Roberto di 5 mesi, vive in Australia, un paese che ha saputo valorizzare le sue doti di traduttrice. Laureata in lingue straniere all'Università di Bologna, nel 2013 ha conseguito un dottorato di ricerca in francese al Balliol College di Oxford con un lavoro sulla poesia di Gaspard de la Nuit e ha poi insegnato fra l’altro al Trinity e al St Anne’s. Collaboratrice di diverse riviste internazionali, cura il blog di traduzione poetica «Transferre», frequentato da centinaia di specialisti e consultabile alla pagina web http://valentinagosetti.wordpress.com. Qui una nutrita sezione è dedicata a quella che lei considera la sua lingua-madre, il bresciano. «Una lingua, sì, non un dialetto - esordisce -. Me l’ha insegnata mia nonna da piccola e la utilizzo ancora conversando con mia madre, quando torno a trovarla o quando la videochiamo dall’altra parte del mondo». «IL BRESCIANO – osserva la linguista – sovente è considerato solo come uno dei tanti dialetti gallo-italici, ma in realtà è una lingua che presenta affinità con le sonorità francesi, insostituibile quando devo esprimere sentimenti, emozioni e situazioni di grande intensità. È nostro dovere praticarlo e diffonderlo come inestimabile eredità da tramandare». E in bresciano Valentina ha tradotto Charles Baudelaire, Ariane Dreyfus e diversi altri poeti. «Transferre - precisa - è ben presto divenuto uno spazio creativo per la salvaguardia di tutte le lingue minoritarie, non solo del bresciano. Vi pubblico testi letterari in idiomi come l’estremegno, il frisone, il gallese, il béarnese, il gallego, il guaranì, oltre che naturalmente nelle lingue delle diverse regioni italiane». Tre anni fa per Ladolfi Editore ha curato con Andrea Bedeschi e Adriano Marchetti il volume bilingue «Donne. Poeti di Francia e oltre . Dal Romanticismo a oggi», «un'antologia di sole donne - sottolinea - una categoria di solito non equamente rappresentata». Fresco di stampa è invece il suo volume «Still Loitering: Australian Essays in Honour of Ross Chambers» (Oxford Peter Lang, 192 pagine, 59,30 euro): un vagabondaggio nelle letterature, con le loro virtù benefiche. «Viaggiando molto - considera - quando torno in valle vedo solo i lati positivi. Da noi la qualità della vita è ancora molto alta rispetto ad altri paesi. O per lo meno lo era, prima del Covid. In Italia la dimensione del bello è disponibile a tutti. Le conversazioni con gli studenti – dichiara tornando alla sua professione - formano e informano le mie letture, i miei ascolti, i miei scritti. Lavorando con loro ho la fortuna di scoprire sempre tesori nascosti, sia in me che in loro. Nelle nostre conversazioni tutto è in discussione. Durante un atelier di traduzione imparo più io che loro. Il testo è il vero maestro. Per chi la ama - conclude - nei confronti della poesia è da compiere un atto di fede nella sua universalità. Non a caso, nei momenti di crisi tante persone si rimettono a scrivere». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Flavio Marcolini
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