29 novembre 2020

Cultura

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21.10.2020

La poesia sa scandire i giorni «in bilico»

Maria Zanolli: bresciana, ha vinto il Premio Fiumi per la silloge inedita
Maria Zanolli: bresciana, ha vinto il Premio Fiumi per la silloge inedita

Definire l’indefinibile. «Un libro di poesia non è mai solo un libro di poesia». La consapevolezza del mistero, «La misura del vuoto» secondo Maria Zanolli. Un inno alla lirica come linguaggio di vita, nel libro che uscirà sabato (per L’Erudita, Giulio Perrone Editore) e che verrà presentato venerdì alle 19 in città nello Spazio Ippolito, in via Ippolito Pindemonte 13 (iscrizioni a info@mariazanolli.com, 3355934731). «SARÀ UN READING speciale, a più voci, con la preziosa collaborazione di Teatro19 - spiega l’autrice -. Dopo il reading ci sarà un momento di confronto aperto a curiosità e domande. Perché esserci? Perché la poesia? Per ritrovarci e guardarci negli occhi, in questi tempi incerti e complessi, nel tentativo di metterci in ascolto, di avvicinarci. Perché la poesia è un movimento che coinvolge tutti i sensi che attraversa e grazie al fare della poesia e alla sua voce - netta, trasparente, a volte un grido - ci è data possibilità di incontro, ascolto, visita e visione». La poesia: l’autrice scrive di averla «scoperta e amata, inconsapevolmente, da bambina – nell’ascolto degli alberi, del cielo, del mare, delle foglie, dei silenzi, in quegli “stati di vuoto” tra pelle e pelle, nel ritmo dei primi testi poetici e poi – come un respiro di luce, a volte un’isola in cui immaginare e rifugiarmi – a sedici anni, tra le rive dell’adolescenza. Da allora leggere poesia scandisce la partitura dei miei giorni». Una raccolta di versi, dunque. Che non è traguardo ma ponte, nato in ragione di un lockdown che ha significato tante cose, anche il tempo da dedicare a ciò che freme in fondo all’anima. «La misura del vuoto fotografa una situazione in bilico: c’è il concetto di equilibrio che richiede impegno, sofferto. La vita ti travolge sempre, il flusso di coscienza è derivato proprio da ciò che stavamo vivendo. Ho provato a darmi voce attraverso la poesia, la lingua dell’invisibile. Trovando parole dove ci sono state emozioni. Non descrivendo ma evocando». E se la poesia è una catarsi del dolore (Antonia Pozzi dixit) la quarantena è «condizione ideale per guardarsi dentro, ascoltarsi. Una grande terapia». Maria Zanolli sta portando avanti laboratori per bambini, con Teatro19, e per anziani: «Una missione anche sociale» fra tanti momenti di introspezione. Internet facilita la condivisione di testi poetici: prosegue dunque «Leggiamo poesia», progetto lanciato nel Foyer-Spazio Culturale ideato e curato da Fausta Faini. Ma questo è il momento del nuovo libro, che ha la prefazione di Paolo Matteo Maggioni (giornalista di Rai News 24) e la nota critica è di Maria Borio (poetessa e caporedattore di Officina Poesia Nuovi Argomenti su Mondadori). «La misura del vuoto» come un viaggio per colmare lo spazio della mancanza e della presenza. •

G.P.L.
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