14 agosto 2020

Cultura

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11.07.2020 Tags: Incontri

La reputazione? Arriva l’intelligenza artificiale a misurarla

Un nuovo strumento a disposizione dell’industry delle PR
Un nuovo strumento a disposizione dell’industry delle PR

«Le due cose più importanti non compaiono nel bilancio di un'impresa: la sua reputazione e i suoi uomini». Henry Ford lo aveva già capito all’inizio del secolo scorso, le aziende cominciano a esserne sempre più consapevoli. Ma da oggi c’è uno strumento, basato sull’intelligenza artificiale, che può misurare la «reputation», web ma non solo, di tutte le aziende: si chiama «True – Sensing your reputation» ed è un innovativo sistema di analisi semantica e misurazione della reputazione ideato da Sec Newgate, prima società italiana di comunicazione, advocacy e ricerche, presente in 15 Paesi con 34 uffici e in procinto di sbarcare a New York. Utilizza l'intelligenza artificiale per leggere in profondità l'evoluzione della percezione di un'organizzazione, di un brand, di un prodotto o servizio. Al progetto, sviluppato dalla Expert system, hanno partecipato anche l’Università Bocconi e l’Imperial College di Londra: la piattaforma permetterà alle aziende che aderiranno di scoprire la propria reputazione tra tutti gli stakeholder, dai soci ai clienti, per capire come migliorare la propria immagine e conquistare fette di mercato. IL LANCIO ufficiale di True è avvenuto con una diretta streaming alla quale hanno preso parte oltre 200 aziende introdotta da Fiorenzo Tagliabue, Ceo di Sec: «Lo strumento è basato su un’analisi qualitativa e quantitativa di tutti i dati che la gente che incontra un brand esprime, sia in termini di giudizi che di emozioni. True lavora sul machine learning, basandosi su cinque lingue, con un lavoro che ha unito esperti informatici e linguisti. Nasce con un imprinting internazionale e accoglie fino in fondo la sfida della trasformazione digitale alla comunicazione, e dell'intelligenza artificiale in particolare, grazie a un pensiero “umano” forte, colto e strategico». L’Ai e la reputazione «cambieranno i modelli di business: l’intelligenza artificiale abbatterà i costi delle predizioni e i manager del futuro non gestiranno le aziende, bensì gli algoritmi», ha sostenuto Alberto Mattiello, esperto di innovazione. True sfrutta tutte le risorse presenti in Rete e le convoglia in un unico luogo, che mostra l’immagine di un’azienda basandosi su dati concreti e oggettivi, ma anche sulla rielaborazione di concetti ed emozioni lasciate dagli utenti dei social network: «Per rendere l’indicatore più completo, oltre a concetti come rispetto dei lavoratori, cittadinanza dell’azienda e fiducia abbiamo aggiunto la responsabilità ambientale, quella sociale e la governance – ha chiamato Armando Cirrincione, docente del Dipartimento marketing della Bocconi -. Non ci basiamo su survey, ma su sull’intelligenza emotiva, con eventi che devono essere interpretati mediante un’analisi semantica dei commenti». La reputazione diventa la somma di emozioni negative (attive, come la rabbia o passive, come la noia) e positive (attive, per esempio l’amore e la gioia o passive, come la calma): l’indicatore nasce come una sommatoria di opinioni ed emozioni, ponderata a seconda del peso delle fonti (istituzionali o social network). «Al mondo non esiste uno strumento di questo tipo, che sappia integrare l’Ai con modelli sofisticati di stakeholder value creation – ha sostenuto Maurizio Zollo, direttore del Dipartimento management dell’Imperial College Business School -. Questo strumento conferisce alla reputazione un ruolo strategico nella gestione delle imprese». Secondo Marco Varone, fondatore di Expert system, «per la prima volta è stato realizzato un vero prodotto da mettere a disposizione di clienti reali, con una serie di indicatori immediatamente utilizzabili dalle aziende». Erika Elia, project leader della piattaforma, ha mostrato l’interfaccia con cui si presenta True: l’azienda vedrà due indici generali, con un giudizio che tiene conto di giudizi e opinioni in una scala da zero a cento e un indice emotivo (su scala cromatica), più sottocategorie come prodotti e servizi, innovazione, performance, governance e cittadinanza, ognuno con una valutazione. Sarà possibile analizzare i dettagli, calcolando il peso della fonte, cambiare il range temporale di analisi, vedere l’apporto di ogni singolo elemento. •

Manuel Venturi
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