02 luglio 2020

Cultura

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23.06.2020

LA STORIA SCOLPITA DA RISCOPRIRE ORA

Sdang! Libera uscita in trekking per Alessandro Pedretti e Nicola Panteghini insieme a Milena Berta Pietre ritrovate: pietra SimonaPietre ritrovate: Occhiadino
Sdang! Libera uscita in trekking per Alessandro Pedretti e Nicola Panteghini insieme a Milena Berta Pietre ritrovate: pietra SimonaPietre ritrovate: Occhiadino

Marmo bianco, pietra simona, occhialino, nero venato, tonalite, porfido: livree cosmiche, trame materiche vecchie come il mondo, perdute ritrovate e ora proiettate in una dimensione «virtuale» per poterle osservare ancora più da vicino, pur a distanza, attraverso lo schermo di uno smartphone o sul monitor di un pc. Percorso a lungo termine architettato per ricostruire un mondo fatto di voci, storie, persone da decenni dimenticate tra le cave della Valle Camonica, «La memoria delle pietre» aggiunge un .it e sbarca on line con un sito nuovo di zecca che amplifica in rete gli obiettivi di riscoperta e valorizzazione sottesi all’omonimo progetto curato dal Distretto Culturale della Comunità Montana di Valle Camonica, con il contributo di Regione Lombardia e una decina di Comuni locali. Il manifesto è già scolpito anche in www: «Una decina di installazioni di musica e scultura per restituire lustro a un patrimonio immateriale ricco di saper-fare, tradizione ed antichi mestieri…ere geologiche lontane, secoli andati, usi, costumi e tecniche di vecchi ‘picaprede’. Tanti mondi sepolti sotto la polvere leggera del tempo che scorre, con un ticchettio incessante di rocce e scalpelli». Dietro cui si spalancano le porte di un universo: «La Valle Camonica presenta una notevole ricchezza litologica, che la ricerca di questo progetto ha portato alla luce, individuando circa 200 siti estrattivi. Le caratteristiche delle pietre locali hanno portato gli abitanti ad utilizzarne alcune non solo come materiale da costruzione, ma anche a fini più estetici...I documenti d'archivio hanno supportato la ricerca. Le vicende di padri e nonni sono al centro dei racconti di buona parte dei testimoni intervistati, da cui la professione di ‘scalpellino’ emerge quale tradizione diffusa, nella maggior parte dei casi abbandonata. Alle cave restano legati i ricordi di famiglia, ma anche i segni tangibili lasciati sul territorio, tra cui strade, edifici e infrastrutture». TRA CENNI storici, aspetti geologici, implicazioni antropologiche, immagini, percorsi tematici, curiosità , il nuovo sito dedica una sezione anche al progetto collaterale «S/Tones», primo festival di musica sperimentale in Valle Camonica (lo scorso autunno il debutto) concepito come un viaggio multisensoriale plasmato da Alessandro Pedretti e Milena Berta, compositore polistrumentista lui, scultrice lei, attraverso esperienze sinestetiche ambientate nei siti di lavorazione delle pietre (dalla cava di estrazione del calcare occhiadino di Lozio allo Stabilimento Moncini di Capo di Ponte) e propiziate fra pulsazioni elettroniche, visual e installazioni dalle sonorità d’avanguardia di artisti come Fabio Cuomo, Bad Honko ed Enrico Cerrato in arte Petrolio. Pedretti, che dopo aver pubblicato il disco «Disteso nella realtà del sogno», è tornato alla carica con «Le crepe nella diga di Itaipu», nuovo singolo (più video) di Sdang!, progetto post-rock, post-grunge, post-tutto che divide con Nicola Panteghini: «Registrato nelle nostre case, mixato e masterizzato al Sonic Temple Studio dalle abile mani di Domenico Vigliotti e reso visivamente possibile dall'artista Filippo Zoli», il brano è sulla pagina Bandcamp del gruppo e su tutte le piattaforme digitali. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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