10 luglio 2020

Cultura

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13.05.2020

«Lavoro al mio sogno: portare La Voce del Padrone sul palco»

Ivana Gatti: cantautrice e insegnante di canto bresciana, ha diversi progetti in cantiere
Ivana Gatti: cantautrice e insegnante di canto bresciana, ha diversi progetti in cantiere

La sua venerazione per Battiato ha radici lontane, ma non si è mai spenta: al punto che oggi Ivana Gatti, vocalist, docente di canto, artista poliedrica, musa di Gianni Maroccolo e raro esempio di «thereminista», sta mettendo a punto il suo personale omaggio live al grande maestro siciliano. Non l'unico progetto per altro di una quarantena che per la cantante ed autrice bresciana si sta trasformando in un vero e proprio fiume in piena creativo. «Confesso, non mi sto assolutamente annoiando – racconta Ivana -. Continuo la mia attività di insegnante di canto al Centro San Clemente con lezioni a distanza, studio guardando a mia volta molti tutorial per migliorare il mio background anche in vista di una ripartenza, faccio molti esercizi e sto con mia figlia di dieci anni, che però è bravissima e mi lascia libera di ritagliarmi i miei spazi per la musica. Anche se non condivide molto la mia passione per Battiato...». Battiato: da sempre un suo punto di riferimento... Vero, fin da quando lavoravo come cantante per un'etichetta di musica dance. Avevo 21 anni e non ero molto soddisfatta di quel che stavo facendo. Un giorno entrai da Vigasio, mitico negozio di dischi bresciano, e acquistai per puro caso l'album «Mondi lontanissimi»; all'ascolto di «No time no space» e «I treni di Tozeur» sono scoppiata a piangere. Battiato mi ha aperto un nuovo mondo: per questo voglio rendergli omaggio. Cosa sta preparando? Un recital che si chiamerà La Voce del Padrone, come uno dei suoi album più belli. L'ho immaginato come un concerto viaggiante attraverso i brani più significativi di una carriera molto complessa, partendo dalle sperimentazioni anni '70 per arrivare alle cose più recenti, accompagnando il tutto con letture e divagazioni nel repertorio scritto per le sue interpreti, da Milva ad Alice. Ho cominciato a lavorarci prima dell'isolamento, sono già a buon punto: oltre a me sul palco ci saranno il maestro Pierpaolo Vigolini al piano, Giuseppe Comincini alla viola e Cajon, la voce maschile di Diego Ruggeri, ed il corpo di ballo E20 D'Arte, con mia sorella Katia Gatti, Chiara Giussani, e Anna Molinaro. Non vedo l'ora che tutto finisca per portarlo in palcoscenico: il mio grande sogno. Non l'unico che sta coltivando in questo periodo... Sì, sempre con il maestro Vigolini sto lavorando anche ad un altro progetto chiamato Concerto dell'Anima, uno spettacolo dedicato al rapporto tra musica e spirito che mi piacerebbe portare in chiese ed ambienti sacri, sia in trio che in versione più completa con l'orchestra Santa Cecilia di Gambara diretta dal maestro Andreoli. Nell'attesa? Ho ripreso a comporre. Un mese fa l'epidemia mi ha ispirato un brano, «Dal davanzale», realizzato a distanza con il mio gruppo rock dei Tiratardi, e ho pubblicato con un video casalingo. Con uno dei musicisti della band sto portando avanti un percorso di canzoni soliste, Inoltre ho in cantiere anche un concept album sui fiori con il violoncellista e sassofonista Marco Remondini: già stiamo lavorando su «Sfiorisci bel fiore» di Jannacci e su «Grazie dei fiori» di Nilla Pizzi. Come va con Maroccolo? Molto bene. Abbiamo ripreso a collaborare proprio in questi giorni, Gianni mi ha invitato a partecipare ad un brano del quinto volume del suo progetto “Alone”, ed ha accettato di suonare il basso in un mio pezzo. Con lui tutto è partito nel 2004 dal progetto IG, abbiamo fatto tante cose insieme, quando sono diventata mamma il discorso si è interrotto ma il feeling è sempre rimasto. È stato lui per altro a realizzare il suo grande sogno: cantare con Battiato.... Anche se virtualmente.... Gianni era riuscito a convincerlo a collaborare ad un brano del suo album del 2013 con Claudio Rocchi. Gli mandò il pezzo su cui lui incise il suo contributo, poi lo passò a me perché lo finissi con la mia parte vocale. In realtà quindi non abbiamo mai cantato insieme fisicamente nello stesso studio. Ma quel pezzo rimane una delle più grandi emozioni della mia carriera.

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