16 luglio 2020

Cultura

Chiudi

29.05.2020

Le opere di Pavese e il «Riccardino» di Camilleri a luglio

ROMA A 70 anni dalla morte di Cesare Pavese, avvenuta il 27 agosto 1950, arriva in libreria per Einaudi una nuova edizione delle sue opere, corredata di nuove introduzioni di scrittori italiani, nella collana ET Scrittori. Paolo Giordano firma l’introduzione a «Il diavolo sulle colline», Domenico Starnone a «Il mestiere di vivere» e Nicola Lagioia a «Tra donne sole». Wu Ming è l’autore dell’introduzione a «La luna e i falò», Nicola Gardini di «Dialoghi con Leucò» e Donatella Di Pietrantonio de «La casa in collina». «Le poesie» sono introdotte da Tiziano Scarpa che dice: «Di qualsiasi cosa parlino i suoi versi, Pavese fa sí che diano sempre ascolto al ritmo soggiacente del mondo». Mentre nell’introduzione al diario dal 1935 fino a pochi giorni prima del suicidio, «Il mestiere di vivere», Starnone scrive: «Per Pavese la letteratura è mestiere, la poesia è mestiere, la vita è mestiere». E Giordano spiega: «È esistita per ognuno di noi una fase simile. Un periodo in cui il mondo dei grandi era ancora una mescolanza di esperienza personale e preconcetti». In questa fase transitoria si gioca la vicenda del Diavolo sulle colline, il libro in cui Pavese da voce alle tensioni e fragilità dell’adolescenza attraverso la storia di tre giovani amici che lasciano la città per una vacanza nella campagna piemontese dove, tra incontri e scoperte, si sentono spinti a superare il limite e a farne le spese sarà il più giovane di loro. «La casa in collina» è per Donatella Di Pietrantonio «un romanzo complesso molto piú vasto della sua brevità. Di guerra e solitudine della colpa». Wu Ming parla de «La luna e i falò» come «davvero il culmine della produzione narrativa di Pavese. Ci sono tutti i temi e i luoghi prediletti o sognati mai messi in pagina con tanto nitore e la lingua è in stato di grazia perfetta e dolente». Arriverà invece in libreria il 16 luglio l’attesissimo «Riccardino», il romanzo finale della lunga e amatissima serie del commissario Montalbano che per volontà di Andrea Camilleri esce postumo. A un anno dalla morte del maestro di Vigàta, avvenuta il 17 luglio 2019, la casa editrice Sellerio ne onora così la memoria. Tra le sorprese del romanzo, il «confronto-scontro» tra il commissario Montalbano e il suo alter ego letterario e televisivo: quando arriva sul luogo dell’omicidio, trova tutti affacciati, «pariva la festa di San Calò». Nel «dialogo aereo tra i balconi» qualcuno lo indica, lo riconosce. «C’è il commissario Montalbano». «Ma quello della tv?», chiede qualcuno. «No, quello vero», risponde qualcun altro. Tutto era cominciato quando aveva raccontato una delle sue indagini «a uno scrittore locale», «tale Camilleri», una «gran camurria d’uomo» che ne aveva fatto un romanzo, «ma siccome in Italia leggono quattro gatti», quel primo libro non aveva fatto rumore. Aveva poi tratto dai racconti altre storie gialle, che avevano avuto un successo enorme, ed erano state trasposte in tv. «Ora tutti lo acconoscevano e lo scambiavano per quell’altro», il suo doppio pirandelliano, l’attore «che non gli assomigliava ed era di 15 anni più giovane». L’ironia, marchio di fabbrica del successo di Camilleri, spunta di nuovo di lì a poco, quando Montalbano torna in commissariato e Catarella gli dice che ha chiamato «il professore Cavilleri». «Camilleri», lo corregge il commissario. «Digli che non ci sono». •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok