22 settembre 2020

Cultura

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04.08.2020

Le pagine sfaccettate di un labirinto giallo

Un giallo a sfondo storico che sa catturare l’attenzione
Un giallo a sfondo storico che sa catturare l’attenzione

«La doppia morte della compagna Sangalli» è un doppio libro, anzi triplo e quadruplo, sfaccettato quanto le storie e i personaggi che tra le pagine si intrecciano, ingarbugliando la trama e accompagnando il lettore in un labirinto dove «spesso le cose non sono quello che sembrano». L’ultima opera di Tita Prestini è un giallo a sfondo storico: ambientato sul lago di Iseo, sul finire della Resistenza, racconta l’avventura del commissario Fabio Settembrini, un poliziotto giovane ma già tanto maturo da chiedersi se il fine ultimo del suo lavoro sia lo svelamento della verità. SETTEMBRINI la cerca con una caparbietà che rasenta l’ostinazione: nelle prime pagine lo incontriamo immerso nella neve di un aprile troppo freddo, mentre con inutili scarpe di cartone insegue sulle Alpi due banditi fuggiti oltre confine. Neppure lui sa perché ha intrapreso questo inseguimento impossibile: forse «per puntiglio personale o per mostrarsi diverso da tutti i suoi colleghi che da settimane battevano la fiacca nel clima generale di abbandono». Arrestato dai francesi e consegnato ai partigiani, troverà pane per i suoi denti: il comandante Andrè, appurata la sua onestà, gli affida una difficile indagine. Una ventenne è stata trovata morta presso i binari della ferrovia: è Cesarina Sangalli, studentessa il cui tragico destino ha sconvolto i genitori e gli abitanti di un pettegolo paesino sul lago. Non si tratta però di investimento, ma di omicidio: il viso della vittima è sfigurato, la sua morte è avvenuta molto prima che il cadavere venisse sistemato sul tragitto del treno, per simulare un incidente. È solo la prima delle incongruenze in cui Settembrini si imbatte: nell’albergo «Renzo e Lucia», dove risiede durante l’indagine, sfila un colorato corteo di personaggi ingenui e tronfi, pomposi e austeri, tutti decisi ad aiutarlo o depistarlo. L’energumeno di turno si rivela generoso, la donna lussuriosa ha il cuore tenero, il prolisso professore potrebbe essere, in realtà, molto concreto. E Cesarina Sangalli, era davvero ciò che sembrava? Il doppio è il tema centrale del romanzo, anche nel più vasto contesto storico: tra un capitolo e l’altro si affacciano Churchill e Ante Pavelic, il dittatore fondatore del movimento degli Ustascia che i leader occidentali avrebbero protetto per scongiurare la nascita dell’Urss comunista. Ma questa è giustizia? Settembrini lascia Brescia senza una risposta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Anna Castoldi
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