24 gennaio 2021

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26.11.2020

LEOPARDI, IL MITO SEVERINO, IL GENIO

Giacomo Leopardi, l’attore bresciano Fausto Cabra e, a destra, Emanuele Severino
Giacomo Leopardi, l’attore bresciano Fausto Cabra e, a destra, Emanuele Severino

Linguaggi confinanti, miti a confronto: «Cosa arcana e stupenda. Leopardi nel pensiero di Severino» è il titolo dell’evento - promosso grazie alla collaborazione tra l’Associazione di studi Emanuele Severino (Ases) e il Centro teatrale bresciano, con il patrocinio del Comune - che sarà trasmesso gratuitamente sabato mattina dalle 11 sul canale YouTube del Ctb (una scelta obbligata per ovvi motivi), dove resterà visibile anche dopo la diretta. OBIETTIVO: «Riflettere attorno alla lettura dell’operetta morale ‘Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie’ e di alcuni passi del saggio di Severino», intitolato appunto «Cosa arcana e stupenda». Connessioni alle origini di una sintonia che il filosofo bresciano, scomparso lo scorso 17 gennaio, manifestava, ribadiva e avvalorava sostenendo che «Leopardi è uno dei grandi pensatori dell’Occidente, perché apre e fonda la dimensione in cui si muove la filosofia contemporanea». Pubblicato per la volta nel 1997, proseguendo idealmente il discorso intrapreso nel 1990 con «Il nulla e la poesia», il libro ricostruisce il pensiero filosofico di Leopardi, un pensiero che ha un'importanza basilare per la definizione di quell'«essenza del nichilismo» attorno alla quale ruota la riflessione dello stesso Severino. Leopardi ha affrontato le questioni ultime (la verità, l'essere, il nulla) per giungere a un linguaggio in cui la poesia diviene la forma della filosofia; Severino ha studiato e interpretato l'intero corpus leopardiano, illuminandone l'intima coerenza umana e intellettuale e la tragica grandezza: «L'autentica filosofia dell'Occidente, nella sua essenza e nel suo più rigoroso e potente sviluppo, è la filosofia di Leopardi…che, ancora prima di Nietzsche, e con una fortissima intensità poetica, ci ha mostrato la verità che non possiamo sopportare». QUELLA tra Associazione studi Emanuele Severino e Centro teatrale bresciano è una sinergia che si rinnova e guarda in prospettiva: l’anno scorso un primo momento di condivisione, in occasione del 90esimo compleanno del filosofo bresciano, con la messa in scena, al Teatro Sociale, di letture tratte dall’ «Orestea» di Eschilo, nella traduzione dello stesso Severino (interpreti del capolavoro eschileo furono allora Ottavia Piccolo, Graziano Piazza, Federica Fracassi, Fausto Cabra, diretti da Andrea Chiodi). Ora, il secondo atto. «L’INIZIATIVA - fanno sapere gli organizzatori - era stata discussa con il Professore, che aveva accolto con favore l’idea di una lettura dell’opera, come naturale collegamento con la rappresentazione dell’ ‘Orestea’ di Eschilo dello scorso anno e con la sua riflessione filosofica in relazione ai due grandi pensatori». Il progetto ha preso forma consequenziale e struttura compiuta: ai saluti di Paolo Barbieri di Ases, del sindaco di Brescia Emilio Del Bono e di Gian Mario Bandera, direttore del Centro teatrale bresciano, seguirà l’intervento di Massimo Donà, professore di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele. QUINDI, spazio alle letture del «Dialogo di Federico Ruysch e le sue mummie» di Giacomo Leopardi e di alcuni passi del saggio «Cosa Arcana e stupenda», che saranno interpretate dallo stesso Fausto Cabra, attore anch’egli bresciano, con Alfonso De Vreese, Silvia Quarantini e Alessandro Quattro, a evocarne la profondità e l’acume per cui ancora oggi continuano a essere straordinariamente attuali, luce abbagliante in questi tempi bui. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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