03 giugno 2020

Cultura

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02.04.2020

«Letteratura, musica e fumetto per non fermarsi alle apparenze»

Jet Set Roger: Brescia e Gran Bretagna nel Dna. Il nuovo concept album è «Un rifugio per la notte»
Jet Set Roger: Brescia e Gran Bretagna nel Dna. Il nuovo concept album è «Un rifugio per la notte»

Un disco per raccontare una grande pagina di letteratura tra musica e fumetto: a Jet Set Roger non piace vincere facile e anche il suo nuovo album, uscito da pochi giorni, ha il sapore di una sfida. «Un rifugio per la notte» è un concept ispirato ad un racconto di Robert Louis Stevenson, «A lodging for the night», storia gotica ambientata a Parigi nel '400 con protagonista il poeta maledetto François Villon da cui il cantautore di origini londinesi (ma di adozione bresciana) venne colpito per la prima volta sui banchi di scuola. «Me lo fece leggere la profe di inglese in quarta liceo – ricorda Roger Rossini, come il Jet Set è registrato all'anagrafe -. Villon lo avevo già sentito nominare: poeta medievale con fama sinistra, scampaforche dalla battuta facile, l'atmosfera cupa della narrazione mi ha preso subito e si è sedimentata, anche perché a quell'età hai la mente come una spugna». Non il primo concept letterario per lei. Vero, il mio precedente esperimento in questo senso, «Lovecraft nel Polesine», è peraltro andato molto bene: mi hanno chiamato in tutta Italia per presentarlo, anche in situazioni e contesti particolarmente prestigiosi; questo connubio letterario-musicale ha aperto una strada che ha subito funzionato bene pur nelle ristrettezze dell'attuale mercato discografico. Così quando ho cominciato a prendere in considerazione l'idea di riprovarci mi è venuto in mente quel racconto lontano che tanto mi era piaciuto e che già nella sua genesi conteneva una situazione non comune, quella di uno scrittore che parla di uno scrittore per approfondire il tema dell'ambivalenza tra bene e male. Che lezione possiamo trarre dalle pagine di Stevenson, e quindi dal suo album? L'invito è quello a non fermarsi mai alle apparenze, ad andare più in profondità nell'analisi della complessità umana, specie in un periodo di linciaggi mediatici in cui si tende a dividere il mondo senza mezzi termini in buoni e cattivi. Di fronte a Villon, un farabutto pieno di partecipazione e compassione per l'umanità più derelitta, Stevenson non prende posizione: ti lascia libero di decidere da che parte stare, di metterti nei panni di un personaggio senz'altro controverso ma spiazzante. «Un rifugio nella notte» oltre ad un disco è anche un fumetto: che relazione ha con questo linguaggio? Amo i fumetti da sempre, sono un bonelliano di ferro, adoro Tex, Martin Mystere, Nathan Never. Ma anche questa volta come in «Lovecraft nel Polesine» ho voluto con me il fumettista serbo Aleksandar Zograf: non sono un gran conoscitore del mondo underground di cui è uno dei massimi rappresentanti, ma mi ha sempre profondamente colpito per il modo naif con cui racconta la vita. A corredare il tutto anche un suo saggio: un concept da ascoltare ma anche da leggere... Sicuramente uno di quei casi in cui il supporto fisico è fondamentale. Ci abbiamo lavorato tanto, è un oggetto non solo da ascoltare ma anche da sfogliare, da guardare, quasi un libro: un album vecchio stile da tenere in mano, annusare, un mondo in cui perdersi per un'oretta di immersione. Insomma, non è un'opera da ascoltare in streaming. Certo, uscire con un disco quando tutto è chiuso non è facile: ma il lavoro è comunque ordinabile da Mondadori Feltrinelli, Ibs, Audioglobe. Un momento difficile per tutti: come vive questa emergenza? Con tanto dolore per chi soffre innanzitutto, oltre che numerosi rimpianti e qualche preoccupazione. Avevo così tanti progetti per questo disco, ho dovuto cancellare tutto, anche date davvero prestigiose come le presentazioni alla Società Editrice Milanese o al Circolo dei Lettori di Torino, emanazione del salone del libro. Ma recupereremo: nell'attesa attraverso questi giorni di paura suonando il piano in casa, perché questo è parte integrante della mia vita, chiedendomi come tutti come usciremo da questa situazione che ormai coinvolge tutto il mondo. Sogno di tornare presto a suonare nei miei adorati locali, la cosa che mi rende più felice: non vedo l'ora di salire ancora su un palco.

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