29 maggio 2020

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24.05.2014

Bobbio: «Quel potere invisibile che ha protetto la strage»

Il filosofo Norberto Bobbio: con i suoi interventi realizzato il volume «La strage di Piazza della Loggia»
Il filosofo Norberto Bobbio: con i suoi interventi realizzato il volume «La strage di Piazza della Loggia»

Nell'imminenza del quarantennale esce in questi giorni in città la raccolta degli scritti di Norberto Bobbio «La strage di Piazza della Loggia» (Morcelliana, 80 pagine, 8 euro). Concepito anche per ricordare il grande filosofo torinese a dieci anni dalla scomparsa, il libro verrà presentato nel Vanvitelliano di Palazzo della Loggia martedì 27 maggio alle 18 dal sindaco di Brescia Emilio Del Bono (che ne ha scritto la prefazione), da Pietro Polito (direttore del Centro Gobetti e dell'Archivio Bobbio) e dal curatore Mario Bussi.
In questo agile volumetto sono proposti in ordine cronologico tutti gli scritti dedicati dal pensatore al tragico evento che ha sconvolto la nostra città: una lettera, un articolo, la trascrizione di una conferenza e, in appendice, una relazione tenuta da Bobbio a Brescia nell'ambito di un convegno. La lettera fu stesa raccogliendo l'invito che la Fondazione Clementina Calzari Trebeschi rivolse nel 1979 a numerosi uomini di cultura affinché facessero sentire la loro voce per chiedere verità e giustizia; fra i 60 intellettuali che risposero, Bobbio la stese il 31 luglio 1979. L'articolo apparve su Bresciaoggi il 28 maggio 1982 con il titolo redazionale «Il criptogoverno». La conferenza si tenne il 27 maggio 1994 in Loggia, su invito del sindaco di allora Paolo Corsini; significativamente intitolata «Arcana imperii: verità e potere invisibile» coincise con l'ultima visita di Bobbio in città. Infine, la relazione in appendice, svolta al Quadriportico il 22 novembre 1980 in un incontro promosso sempre dalla Calzari Trebeschi, sul rapporto fra «Stato e società civile in Italia». In queste sue riflessioni - come annota Bussi - «emergono tre aspetti della figura di Bobbio: quello del filosofo della politica e del diritto, quello del testimone civile e quello del custode della memoria e della vita offesa. Come filosofo Bobbio si è fatto promotore di una concezione procedurale della democrazia, enucleandone le regole minime e imprescindibili».
Per lui «democrazia e potere invisibile sono incompatibili e il divario non è più tra essere e dover essere, ma tra essere e non essere della democrazia: non si tratta più di una questione di fatto, ma di diritto. La democrazia entra qui in contraddizione con se stessa e si rovescia nel suo contrario, l'autocrazia». Bobbio concepisce «il potere invisibile» come un Antistato all'interno dello Stato, occupato da poteri occulti e invisibili che consente alla violenza del potere di agire «mascherata, indisturbata e perfino protetta». In tali casi «il segreto si trasforma in mistero: mentre nel caso del segreto vorresti sapere ma non devi, nel caso del mistero vorresti sapere ma non puoi».
E il segreto, come amaramente abbiamo appreso di processo in processo in questi lunghi 40 anni, favorisce la deviazione che a sua volta ha bisogno di un nuovo segreto per non essere scoperta: «così lo spazio iniziale riservato al segreto si allarga indefinitamente».
Accenti foscoliani rivela infine il filosofo nella sua raccomandazione ai bresciani di custodire la memoria di quelle vittime disperate della violenza fascista, « vinti che non avranno mai torto», esortandoli a far »rivivere dentro di noi quei morti e, trattenendoli ancora una volta con noi, non lasciarli sparire nel nulla».

Flavio Marcolini
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