26 giugno 2019

Cultura

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19.01.2019

Le sette, un incubo per oltre quattro milioni di italiani

Quattro milioni di italiani. Un numero incredibile a pensarci. Eppure sono tanti coloro che ogni mattina si alzano con un segreto: sono membri di un’organizzazione settaria. Può essere il vicino di casa o la ragazza che prepara il cappuccino al bar. «Tutti, poco importa che la loro decisione sia condivisa con il mondo o tenuta nascosta a famiglie e amici, si sentono iniziati, missionari confusi nella folla, miracolati. Almeno fino a un certo momento». Parte da qui il viaggio di Flavia Piccinni (già autrice di «Bellissime», pluripremiato lo scorso anno) e del giornalista Carmine Gazzanni per «Nella setta», inchiesta sull’occulto italiano, quel sottile confine che divide l’adesione a un culto e la manipolazione mentale, in libreria per Fandango (pp. 368, 18,50 euro). Un mondo costruito sulla pelle di chi vive un momento di difficoltà e che i due hanno attraversato fingendosi aspiranti adepti, incontrando ex membri ed esperti, ricostruendo gangli politici ed economici che rendono queste organizzazioni così potenti e aggressive. Si va da «celebri» realtà internazionali come Scientology, la comunità fondata da Ron Hubbard che conta divi di Hollywood come Tom Cruise o John Travolta e che in Italia ha la sua cattedrale in cemento e vetri alla periferia di Milano. A comunità fisiche come Damanhur, città stato nei boschi piemontesi, con proprio credo, moneta, lingua e usanze (come il matrimonio a tempo). Costruita intorno al culto di Horus e del suo capo Oberto Airaudi alias Falco, è assurta alla cronaca per il Tempio dell’Umanità, il più grande ipogeo al mondo, scavato nella roccia della montagna. E poi ancora, i centri Upm di Mario Piranesi (Un Punto Macrobiotico), nel mirino di una delle più sconvolgenti inchieste giudiziarie che hanno mostrato abusi economici e psicologici, corpi martoriati da diete estenuanti, persone ridotte sul lastrico. Per non parlare dei bambini inspiegabilmente dati in affido al Forteto, comunità fondata da Rodolfo Fiesoli, Il profeta, nel Mugello, che ancora oggi non trovano giustizia. L’indagine ripercorre le vie del denaro dei Testimoni di Geova o della Soka Gakkai, dal 2016 riconosciuta come regione dal Governo italiano (con diritto, quindi, all’8 per mille). Fino all’Archeosofia dell’«esoterista eclettico» Tommaso Palamidessi, i cui «rituali sono pressocchè copiati da quelli della massoneria: si viene legati, incappucciati e spintonati in un tempio». Più un intero capitolo dedicato a organizzazioni settarie mai venute fuori (le cosiddette sette di provincia). Ne emerge un quadro sconvolgente, tra tecniche di love bombing, dossieraggi, continue richieste di denaro, prove che minano il corpo e maratone di disistima e alienazione. In cui la donna è quasi sempre meno di un oggetto. «Un’Italia che esiste ma non si vede», dicono gli autori, cui la politica in cerca di consensi ha spesso, più o meno consapevolmente, strizzato l’occhio. Senza contare i 155mila maghi, cartomanti, veggenti, cui si rivolgono altri 13 milioni di italiani per un business da 8 miliardi di euro. Dati e storie, che dovrebbero far riflettere. Sui perché. Ma soprattutto sul come: come aiutare queste persone a liberarsi dall’incubo. Polizia e magistratura hanno spesso le mani legate, perché in Italia una legge sulla manipolazione mentale non c’è. •

Daniela Giammusso
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