21 ottobre 2019

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20.09.2019

Luciana Landolfi: un inno all’amore che trova le parole

Il libro edito da Le Due Torri
Il libro edito da Le Due Torri

Hashtag prima dell’hashtag. #«Dimmi che ti amo»: il mantra perfetto per un «Manuale di insensata bellezza», se può esservene uno nel 2019. E può, a giudicare dalla freschezza che trasmettono le pagine di Luciana Landolfi. Chiunque può riconoscersi, basta volerlo, in un linguaggio poetico che punta alla profondità. Chiunque può ritrovarsi in 660 pillole di pensieri & parole colorate da dieci anni di ricerca incrollabile & vita vissuta. Slancio spirituale per dare giustizia all’Amore, sapendo che «non c’è logica in nessuna sua forma, altrimenti sarebbe matematica». LUCIANA Landolfi sa esprimere con chiarezza aforismi spiazzanti («Lasciate in pace gli uomini felici facendogli compagnia»). Analizza e sviscera, eppure sa credere («La fede nonostante la paura. L’amore nonostante la ragione. La vita nonostante»). Si è fatta conoscere con i suoi libri, oltre che con l’attività da formatrice e coach emozionale, mettendo a punto tre metodi per la pratica e per il raggiungimento del benessere emotivo: Tatootherapy, ovvero il tatuaggio terapeutico, I.E.S. (Integrazione Emozionale Somatica) e Respirazione Immaginaria Alf (Alto, Luminoso, Fluido). «Ricordati che sei Luce, sei fatto di Luce», è scritto in «Respira come se fossi felice - La via dell’Alf». Il suo viaggio alla scoperta dell’incongruenza salvifica è passato da un libro-intervista di successo, arrivato alla quarta ristampa, che ha puntato i riflettori sui codici d’accesso al linguaggio Alf. Della loro esistenza hanno consapevolezza da tempo i frequentatori dei corsi e delle pagine web di Luciana Landolfi, dei gruppi e del blog di Paolo Borzacchiello (che ha cofirmato «Respira come se fossi felice» e scritto la prefazione di «Dimmi che ti amo»). Alf sta per Alto Luminoso Fluido: è nato nel 2003, ha dato forma concreta ad anni di studi sulla comunicazione fra esseri umani. Unisce linguaggi, gesto e respiro, basandosi sulle tre condizioni fisiche dell’uomo in estasi: l’altezza, la luce, il flusso. Per «mettere in sicurezza il corpo usando il cervello». Agire, non solo pensare. Fare cose felici, senza limitarsi a immaginarle. Il comportamento non come conseguenza, ma causa. Luciana Landolfi approfondisce «il linguaggio universale e peculiare dell’uomo felice» maturando una certezza: il linguaggio della felicità è il linguaggio della salute. Quindi, disciplinare il corpo significa educarsi alla gioia. «Nessun pensiero può impedire ai muscoli facciali di esprimere un sorriso, né impedire ai muscoli delle braccia di alzarle verso il cielo in un gesto che, da solo, se mantenuto per almeno due minuti, abbassa il cortisolo, ormone dello stress, del 70 per cento». La felicità diventa così «una scelta consapevole. Sia fisica che linguistica». •

Gian Paolo Laffranchi
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