07 agosto 2020

Cultura

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25.03.2020

Magìa Mina, ottant’anni nel mito «Auguri alla voce più grande»

Fausto Leali e Mina in tandem nell’immagine-simbolo di «Via di qua», duetto datato 1986Nata a Busto Arsizio il 25 marzo 1940, di origini cremonesi, Anna Maria MazziniMina ha interpretato più di 1.500 brani. è la voce italiana più amata MAURO BALLETTI
Fausto Leali e Mina in tandem nell’immagine-simbolo di «Via di qua», duetto datato 1986Nata a Busto Arsizio il 25 marzo 1940, di origini cremonesi, Anna Maria MazziniMina ha interpretato più di 1.500 brani. è la voce italiana più amata MAURO BALLETTI

Gian Paolo Laffranchi Claudio Andrizzi Le celebrazioni non fanno per lei. Ma non se ne perderà una, con il solito sguardo ironico un filo disincantato. Guardando avanti. Come sempre, avanti. Tanti auguri Mina. Ottant’anni oggi ma chi può dirlo? La Tigre è come un jedi di Star Wars, fuori dalle mode e senza età. È diventata un genere musicale, sfuggita alla cattività della fama imponendosi un buen ritiro che ha base in Svizzera ma per anni è stato bresciano, in via Crispi. Una presenza discreta, la sua, con una qualità rara: riuscire comunque ad essere costantemente sul pezzo. Essere irraggiungibile e al tempo stesso alla mano come la descrive Manuel Agnelli, di cui volle incidere «Dentro Marilyn» (reintitolandola «Tre volte dentro me»): «Ero stato invitato da sua figlia Benedetta, mi accolse con abiti casalinghi e ci cucinò delle salamelle». All’ultimo Festival di Sanremo Mina ha apprezzato, fra gli altri, l’emergente talento bresciano Matteo Faustini. Suo amico di vecchia data è Fausto Leali. Sentitissimi gli auguri ad Anna Maria Mazzini, figura fondamentale della sua carriera da «Via di qua», incisa insieme 34 anni fa e diventata sigla di «Trent'anni della nostra storia». «Noi abbiamo un rapporto per cui se lei mi vede in tv, mi scrive - ha raccontato Leali -. Negli anni ’80, col cantautorato tanto forte, noi interpreti eravamo sacrificati: essere chiamato da Mina per fare un pezzo con lei ha significato tanto, mi ha risollevato moralmente. Quando le ho scritto una mail dicendole che per i miei 70 anni volevo un disco di duetti, si è subito messa a disposizione». E ha scelto «A chi mi dice», la versione italiana di «Breathe easy» dei Blue firmata da Tiziano Ferro. «Mina è stata l’unica voce femminile nel mio disco di duetti. Perché è la più grande: nessuno come lei». «UNA PERSONA di grande intelligenza, di profonda sensibilità, con una straordinaria cultura musicale». Alfredo Golino e Giulia Fasolino, fondatori a Brescia della scuola Cambiomusica, sono legati a Mina da molti anni. «Ho cominciato a collaborare ai suoi dischi come corista nei primi anni '80, ma è sempre stata presente nel mio mondo fin da quando ero bambina perché mio fratello era un fan e a casa l’ascoltavamo sempre – racconta Giulia, vocalist ed autrice di canzoni -. Nel '97 per la prima volta ha selezionato un mio pezzo, “Johnny”, per un suo album: sentirlo cantato da lei è stata una gioia immensa. Poi ha inciso altri 7 miei brani, tra cui anche uno in duetto con Renato Zero, e non ci siamo perse di vista: ci incontravamo spesso quando abitava a Brescia in via Crispi, oggi ci sentiamo al telefono, ci raccontiamo le cose della vita quotidiana e parliamo di cucina». «Anche io ho cominciato a suonare nei dischi di Mina ormai molti anni fa – racconta Alfredo, marito di Giulia, batterista e session man -. Faccio parte di un nucleo storico di musicisti di fiducia con il pianista Danilo Rea e il bassista Massimo Moriconi: come trio alla fine del 2019 abbiamo pubblicato un disco prodotto dalla sua etichetta “Tre per Una”, con rivisitazioni dei suoi brani più famosi. Tributo ad una persona speciale, che unisce grandezza artistica ed umana: con lei ho sempre respirato la bellezza del fare musica, anche se è molto severa, devi essere preparatissimo perché spesso si registra live in studio, eppure le sue session sono sempre dominate da grande leggerezza e senso di libertà. Ci ha dato fiducia, a Cambiomusica abbiamo prodotto molte sue cose, tra cui anche il recente brano dello spot Tim». Dalla scuderia Cambiomusica arriva anche Stefania Martin, a sua volta sua corista. «Sono arrivata a lei grazie a Giulia, mia maestra di canto e di vita. Ho cantato in 6 suoi cd ma l'ho vista una volta sola a Lugano durante una registrazione. Me la sono trovata davanti improvvisamente, con la sua famosa treccia rossa davanti agli occhi: mi ha salutato, non sono riuscita ad emettere più di due monosillabi. Ero la “piccola” della sessione, ma mi sorrise e mi disse che quel che avevo fatto andava benissimo. Conoscerla è stato un grande privilegio: non lo dimenticherò mai». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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