27 febbraio 2020

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16.01.2020

Masci e le parole che «vivono nell’aria»

Lidia Masci: sarà allo spettacolo tratto dal suo libro  il 23 gennaio
Lidia Masci: sarà allo spettacolo tratto dal suo libro il 23 gennaio

Di luce e oscurità è fatta la vita. Della trilogia in cui è divisa l’ultimo canto diventa sintesi, per affidarsi «alle ali del vento libero», nella nuova opera letteraria di Lidia Masci, bresciana balzata oltreoceano con l’editore Daniel Van di Los Angeles e le vendite mondiali di Amazon già bene avviate. DOPO «IL CERCHIO» del 2012, giunto in finale al concorso «ilmioesordio.it» e presentato in Campidoglio a Roma, dopo «Anno bisestile» e «Le ali di Alì», il podio d’argento al concorso di poesia in memoria di Alda Merini con il poema «Cactus», Lidia Masci unisce poesia e una prosa che poetica rimane in «Mea faces not book». Già il titolo a più letture annuncia la sua particolarità, un po’ narrazione di vissuti, un po’ libera espressività dell’io, condivisione contro «il recinto che esclude tutto e tutti». Con quel latino «mea» infilato nell’anglosassone, con quel plurale di face, volto, (ma anche fiaccola) e quel not in mezzo che impedisce al book di diventare altro. Si interfacciano due versioni, in italiano e in inglese su sua personale traduzione, il che contribuisce a mantenere intatto l’afflato. IL LIBRO si compone di tre capitoli, ma rimane un tutto, è trasfondimento - si può dire per indicare un trasferimento nel profondo? - di sensazioni, di pathos tramite le parole, strumento magico e cesellato: «Mi piacciono le parole, vivono nell’aria». Nelle pagine si alternano luoghi, persone, bagliori, ombre, dolori e sperdimento, rumori, odori, sogni, ricordi, il mare e le stelle, il mondo visitato, il mondo amato. Non solo parole, però; ad accompagnarle stanno le illustrazioni di Paolo Avigo, pure lui noto a Los Angeles. Li accomuna la passione per il viaggio che per Avigo è pure una professione. FRA I VERSI leggeri e intensi dalle tante ispirazioni l’autrice racconta i posti ammirati, l’India terra d’incanto, il deserto fascinoso, la regione dei grandi laghi dove l’infinito si ridisegna, Kathmandu dalla linfa vitale, Cuba terra di mezzo, sospesa nel tempo, ma non li descrive, li trasborda nella nostra anima. Ce li passa come li ha sentiti lei, nella solitudine dell’assaporare l’esperienza, «nel silenzio che ha il rumore di un sasso nel vuoto». Viaggiare vuol dire conoscere, capire, sentire, emozionarsi, meravigliarsi, è vivere. Fin troppo, fino alle vertigini: «Aiutatemi!Le pareti del cielo mi cadono addosso perché il mio cuore non calza l’immenso». «Mea faces not book» diventerà uno spettacolo il 23 gennaio alle 20.45 alla Pieve di Urago Mella. Con Lidia Masci e Paolo Avigo sarà presente Amelia Pisante autrice della prefazione. Le voci narranti saranno Luciano Bertoli, Sandra Tirelli, Samuele Ronconi, Luca Rizzo, con musiche a cura di Veronica ed Eleonora Gasparini, Emanuele Sberna. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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