06 luglio 2020

Cultura

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30.11.2019

Al Gare 82 i paesaggi «inospiti» di Marpicati

Lucida, tagliente, «una pittura intesa come grido soffocato verso il mondo e concentrata sul senso dello svuotamento esistenziale». Dal ciclo di opere a tema contadino a quello dedicato alla tragedia del Vajont, da quello degli «Incidenti» fino agli ultimi «Paesaggi», Iros Marpicati ha seguito una costante evoluzione della tecnica, ma la condizione dell’uomo contemporaneo e il suo male di vivere costituiscono il filo rosso di tutta la sua ricerca. Geometrie astratte e campiture piatte, colori primari e una presenza umana che appare quasi soffocata: sagoma nera, minuscola, solitaria in una spazialità nevrotica in cui l’alienazione del contemporaneo diviene percettibile; le figure sono ridotte a linee essenziali, pure forme primarie che compongono scenari spietati, freddi, inospitali o, come li definisce l’artista, «inospiti». Il titolo della mostra - «Paesaggi inospiti» - è dunque consequenziale: collezione temporanea di opere appartenenti al ciclo pittorico più recente di Marpicati (bresciano, classe 1933), inaugura oggi alle 18 al Gare 82 di Ettore Marchina, in città, dove contestualmente sarà presentato anche il volume «Iros Marpicati - Excursus artistico», firmato Gianito Pellarini. Ingresso libero. Curata da Federica Picco, la mostra sarà visitabile fino al 28 dicembre. •

E.ZUP.
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