12 novembre 2019

Cultura

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27.09.2019

Aldo Rossi, la forma e il colore

Lo studio per il cimitero di San Cataldo a Modena
Lo studio per il cimitero di San Cataldo a Modena

«Aldo Rossi e la ragione» a palazzo della Ragione a Padova: un binomio voluto in questa struttura ancor oggi è frutto di «pluralità di funzioni» e per questo cara all’architetto milanese. Qui sono in mostra fino al 29 settembre 30 anni della sua architettura: scena fissa delle vicende dell’uomo, ma per Rossi doveva avere un colore, una forma, un pensiero sottintesi. Sogni e realtà, ombre distese e rossi bruniti sono le tracce di una città che vuole porsi con un genuino significato interiore. E la ragione tutto riassume. Assembla pensieri e forme minime ma sempre protagoniste. Aldo Rossi (Milano, 1931 - 1997), formatosi con gli architetti Gardella e Zanuso Quaroni e Aymonino, si laurea a Milano nel 1959 e nel 1965 è docente di composizione al Politecnico di Milano. Tra il 1971-’78 progetta l’ampliamento del cimitero neoclassico di San Cataldo a Modena con Braghieri. Ad oggi ancora incompleta, la «casa dei morti», prende forma in un grande edificio quadrato, senza serramenti.. Nel 1975 Aldo Rossi è docente di composizione architettonica allo Iuav a Venezia. Mirabile il risultato nella ristrutturazione del teatro Carlo Felice a Genova - 1982 - con il maestro Gardella: la torre scenica quadrata è il nuovo segno distintivo della piazza e del capoluogo ligure. Del 1979 è il progetto galleggiante per il Teatro del Mondo alla Biennale di Venezia. Tra il 1983 – 84 progetta la nuova sede del municipio di Borgoricco nel quale egli stesso afferma riprendere «un’educazione palladiana». Nel 1990 vince il premio internazionale Pritzer per l’architettura. Del 1999 è la vittoria postuma per la ricostruzione del teatro «La Fenice» a Venezia. •

Luca Limongelli
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