20 maggio 2019

Cultura

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18.04.2019

Con Virginia Genta e Canedicoda alla scoperta di «Camera Magica»

Uno dei «Mochini» realizzati da Canedicoda per «Camera Magica»Virginia Genta al lavoro in questi giorni per allestire la mostra
Uno dei «Mochini» realizzati da Canedicoda per «Camera Magica»Virginia Genta al lavoro in questi giorni per allestire la mostra

In uno spazio condiviso, in una vivida prossimità, il dialogo tra dimensioni, forme e colori svela affinità e divergenze. Non tra noi e il compagno Togliatti (che da quando Lindo è passato al lato oscuro ormai ci siamo persi di vista), ma tra Virginia Genta e Giovanni Donadini, in arte Canedicoda. «CAMERA MAGICA». Il titolo della mostra, curata da Valentina Lucchetti, Gloria Pasotti e Irene Bianchetti per l’associazione «In Fact and in Fiction», dice quasi tutto dei perché. «Uno scambio immaginativo raccolto, intimo, da osservare con calma. Un ambiente confortevole popolato da visioni ed elementi dinamici disseminati nello spazio». Da una parte una serie di grafiche, serigrafie, poster, arazzi e disegni realizzati da Virginia Genta con inconfondibile mano «freak»; dall’altra un piccolo ma agguerrito plotone di «Mochini» di Canedicoda, ovvero collage di legno e di marmo in forma di sedute, sgabelli e panche. A unire i due universi - tutt’altro che paralleli - un filo rosso fatto di suoni e di invenzioni sonore; teso con mano sicura da due artisti che con la musica hanno a che fare non solo in senso accessorio. Virginia Genta da anni guida l’astronave Jooklo alla scoperta di nuove forme oltre i confini del possibile, dividendosi tra sassofoni, flauti, piano, tastiere ed elettronica in una serie infinita di mutazioni che spaziano dal free jazz all’improvvisazione radicale, dalla psichedelia estrema alla kosmische musik. Con David Vanzan (percussionista e batterista a più dimensioni) è anche il cuore e la mente di un’etichetta discografica, la Troglosound, al servizio della quale ha affinato il proprio segno grafico. Discorso molto simile per Canedicoda, che delle sperimentazioni soniche (con i progetti Ottaven e Magic Towers) ha fatto uno dei fulcri della propria poetica. Non a caso dunque la mostra sarà inaugurata stasera alle 19 alla galleria Spazio Contemporanea di corsetto Sant’Agata (fino al 4 maggio dal giovedì al sabato, dalle 15.30 alle 19.30) con un’esibizione dei due padroni di casa più Vanzan (ai ritmi nascosti, recita il programma di sala). Frequenze distorte e aliene sulle quali sintonizzarsi per spalancare la mente all’inatteso. •

Luca Canini
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