12 novembre 2019

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12.10.2019

DONNE E ARTE VISIONI DIVINE

«Colpo di vento» di Gaetano Bellei: l’esposizione sarà visitabile a partire da sabato 18 gennaio
«Colpo di vento» di Gaetano Bellei: l’esposizione sarà visitabile a partire da sabato 18 gennaio

Dame eleganti, madri affettuose, eroine mitologiche, seducenti modelle e instancabili popolane. Personalità, carattere, sensualità, raffinatezza: tutte le sfumature del mondo femminile fluiranno all’unisono per quattro mesi nelle sale di Palazzo Martinengo, dove il 18 gennaio inaugurerà «Divina Creatura. Donne nell’arte da Tiziano a Boldini». Titolo «dannunziano» (ipse dixit) della nuova mostra curata da Davide Dotti, «che documenterà quanto l’universo femminile abbia giocato un ruolo determinante nella storia dell’arte italiana, lungo un periodo di quattro secoli, dagli albori del Rinascimento al Barocco, fino ad arrivare alla Belle Époque». LE OPERE. La mostra si snoderà attraverso incontri ravvicinati con novanta opere di artisti quali Guercino, Pitocchetto, Boldini, Hayez, De Nittis, Zandomeneghi e Appiani, del quale spicca un ritratto datato 1803 di Francesca (Fanny) Lechi, «gli occhi più belli di tutta Brescia», come scrisse Stendhal in «Vie de Napoléon», che tornerà a essere esposto a oltre venticinque anni dall’ultima apparizione pubblica. Aleggia sintomatico mistero invece attorno all’opera «inedita» di Tiziano, in arrivo dalla collezione privata di una storica dell’arte con base a Berlino e che aprirà il percorso espositivo e sulla quale lo stesso Dotti non ha rivelato ulteriori dettagli. «Sono un cane da trifola: scavo per trovare i quadri... Dopo il successo registrato quest’anno con “Gli animali nell'arte“, ho deciso di proseguire il percorso di indagine su argomenti di grande attualità sociale e mediatica scegliendo per il 2020 il tema così affascinante e coinvolgente della donna. Che gli artisti, soprattutto tra il XVI e il XIX secolo, hanno indagato da ogni prospettiva iconografica, eternandolo in capolavori che tutt'oggi seducono fatalmente il nostro sguardo. Soprattutto nell'ambito della pittura dell'Ottocento, vera protagonista della rassegna, la donna è stata colta nella sua dimensione quotidiana, alle prese con le faccende della vita domestica e del lavoro; nei panni di madre affettuosa che accudisce i propri figli, ma anche in atteggiamenti maliziosi e in situazioni intime per esaltarne la carica sensuale, come testimoniano gli straordinari capolavori di Giovanni Boldini, il più grande artista italiano della Belle Époque». IL PERCORSO espositivo si articolerà in otto sezioni - sante ed eroine bibliche, mitologia in rosa, ritratti di donne, natura morta al femminile, maternità, lavoro, vita quotidiana, nudo e sensualità - e sarà visitabile fino al 7 giugno (www.donnenellarte.it); organizzata dall’associazione Amici di Palazzo Martinengo, in partnership con Fondazione Marcegaglia e con il patrocinio di Comune e Provincia, la mostra è stata presentata ieri mattina in Broletto, dove sono intervenuti anche Samuele Alghisi, Ambrogio Paiardi e Roberta Bellino, presidente dell’associazione. «Divina Creatura» è il sesto evento che si tiene all’interno della storica residenza bresciana diventata uno dei cardini della proposta culturale della città, «registrando con le sue mostre oltre 250mila visitatori», ha sottolineato Bellino. «Sarà un emozionante viaggio dedicato all’universo femminile, che avrà anche una ricaduta sulla contemporaneità. Proprio grazie alla collaborazione con la Fondazione Marcegaglia, infatti, si approfondiranno alcune tematiche di grande attualità sociale e mediatica, quali la differenza di genere, le donne e il lavoro, la maternità, i femminicidi e le nuove povertà: le opere d'arte diverranno quindi formidabili veicoli per sensibilizzare il pubblico, soprattutto quello più giovane». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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