17 ottobre 2019

Cultura

Chiudi

27.04.2019

Paolo VI, «papa degli artisti» e dell’accoglienza

Fantini accanto a una delle opere in mostra alla  pieve di Urago Mella
Fantini accanto a una delle opere in mostra alla pieve di Urago Mella

Le pareti della pieve di Urago Mella sono bianche come le pagine di una storia, che ha per inchiostro i quadri di William Fantini. La mostra «S. Paolo VI. Il papa degli artisti» è aperta il fine settimana dalle 16 alle 19 e il primo maggio. La storia inizia nell’abside. I ritratti recenti giocano con il colore: illuminato di blu e di verde, Paolo VI ricorda le icone della pop art. Il più realistico risale al 1998 e ritrae un uomo altero, dal piglio triumplino. L’incontro dell’artista con il papa degli artisti. «Il parroco di Gardone Valtrompia mi aveva chiesto un ritratto di Paolo VI - racconta Fantini - recuperai molto materiale, compresa la lettera agli artisti». Le lunette delle «Sette opere di misericordia» appartengono all’oratorio San Giovanni Bosco di Gardone. Sono mani, solo mani che si incontrano in gesti: condividono il pane per gli affamati, il bicchiere per gli assetati, la stretta di mano dell’accoglienza. Composizione essenziale, messaggio profondissimo: ogni mano completa e compie l’umanità dell’altra. Umani, troppo umani gli eroi profani e sacri: Giovanna D’Arco, racchiusa in un monumento funebre in 5 quadri e Che Guevara deposto, circondato dai compagni affranti. Le tele testimoniano come Fantini abbia fatto proprio il messaggio del papa. Più canonico l’omaggio a Tiziano, «Ecce Agnus Dei»: «Volevo mettermi alla prova: la composizione è di Tiziano, ma i colori appartengono al paesaggio della Valtrompia». In «Crocifissione sul mondo» la croce «è il filo spinato, il recinto che circonda le discariche. Però la vegetazione cresce e conquista spazio: un messaggio di speranza». Fantini ama dipingere fiori che assorbono il colore aprendo squarci nella tela, ma anche animali richiamati da un moderno Noè. «Per una mostra a Istanbul con il mio amico Stefano Bombardieri realizzai una tela enorme». Alla pieve ne resta un bozzetto: un ippopotamo e un rinoceronte con una figura umana - Bombardieri - in una tempesta di colore, diluvio universale post-moderno. Gli sfondi macchiati, alla Pollock, sono tipici di Fantini. Il colore esce dai personaggi, rigurgito acrilico di pensieri e vissuti: «Nello sfondo - confessa - vedo già tutta la storia». •

Anna Castoldi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok