13 novembre 2019

Cultura

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03.09.2019

«Scintille d’arte», le suggestioni raddoppiano

Una delle installazioni artistiche realizzate da Alice Padovani
Una delle installazioni artistiche realizzate da Alice Padovani

Anche la terza edizione della rassegna «Scintille d’arte» è organizzata in collaborazione con la Fondazione Leonesia di Puegnago sul Garda. Gli splendidi spazi della Fondazione, nel suggestivo borgo di Mura, all’interno di Villa Leonesio, accoglieranno due mostre di giovani artiste, che dialogheranno con un luogo di grande suggestione. I due nomi scelti per questa edizione si collocano sicuramente in zone diverse del panorama artistico attuale, tante sono le differenze di poetica che le separano. Tuttavia, l’intenzione dei curatori, Mariacristina Maccarinelli e Kevin Mcmanus, è quella di mostrare un fondamentale tratto comune, ovvero la rispettiva attenzione verso pratiche che mettano in discussione la natura e le convenzioni dei media artistici tradizionali. Assai presenti in prestigiose situazioni espositive a livello nazionale, le due artiste hanno infatti saputo innescare interrogativi assai fertili su cosa significhi al giorno d’oggi lavorare su questi mezzi espressivi: se infatti l’autorevolezza e il prestigio di forme visuali come la pittura e la scultura sono oramai del tutto svanite, è necessario che chi si approccia all’arte secondo queste categorie sia in grado di reinventarle, dimostrandone le capacità di aggiornamento e ridimensionamento rispetto alla sfera sempre più ampia del visivo. ALICE PADOVANI mette efficacemente in crisi la prassi scultorea e installativa, attraverso lavori che mettono in scena elementi organici e naturali riletti attraverso lo sguardo catalogatore e ossessivo del collezionista. L’esito è una sorta di archivio della natura entro il quale la decontestualizzazione dell’organismo rispetto al suo habitat si traduce in un allestimento legato alla geometria, all’estetizzazione dell’istinto classificatore e a una vena apparentemente decorativa che è in realtà una decostruzione critica del concetto stesso di decorazione, del rapporto tra superficie e profondità, tra immagine e suo prototipo naturale. SILVIA INSELVINI, d’altro canto, sta compiendo questo percorso di critica e rilettura relativamente a pittura e disegno, che oltre a essere messi in discussione sul piano tradizionale dell’immagine, vengono stimolati a ripensare il proprio rapporto con lo spazio, assumendo una dimensione installativa. Al tempo stesso, le sue installazioni indagano la possibile natura di segno nello spazio, la loro dimensione, per molti versi, «grafica». Le opere di Alice Padovani saranno in mostra da domenica 8 al 6 ottobre, con possibilità di visita il 15, 21, 22, 28e 29 settembre e il 5 e 6 ottobre dalle 15.30 alle 19.30. Dal 5 ottobre al 10 novembre spazio a Silvia Inselvini. •

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