22 settembre 2019

Cultura

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13.04.2019

Tutta l’umanità: l’atlante dei ritratti da Tunisi a New York

Ritratto di un Sadhu in Nepal
Ritratto di un Sadhu in Nepal

Atlas of Humanity, l'atlante dell'umanità: più di 200 volti, ritratti in primo piano, fotografati da una quarantina di artisti da tutto il mondo. Uomini e donne, giovani e anziani, sorrisi e sguardi: un faccia a faccia a grandezza (quasi) naturale, ed è come rivedere noi stessi, in ciascuno di loro. Colonia, New York, Dubai, Birmingham e Tunisi: e adesso Desenzano, da stasera alle 18 al 5 maggio alla galleria civica di piazza Malvezzi, ultima tappa (almeno per ora) dell'Atlas of Humanity a cura di ImageNation, collettiva internazionale di fotografia capitanata da Martin Vegas e dai suoi fedelissimi, giunta al sesto anno e dedicata alla diversità culturale. Ogni popolo è una ricchezza: è questo il senso di un progetto inaugurato 4 anni fa, ispirato alla Dichiarazione universale dell'Unesco secondo cui la diversità culturale è «caratteristica innata dell'umanità, e come tale costituisce un patrimonio comune, che dovrebbe essere celebrato e preservato». Uguali ma diversi: tanti individui, una sola specie. Atlas of Humanity è stato realizzato insieme alla Fondazione Alex Dolce, la onlus che si occupa di finanziare e sostenere progetti per i più giovani, dedicata all'altrettanto giovane Alex scomparso a soli 33 anni: da Esenta di Lonato, dove abitava, a Desenzano, Castiglione, nelle scuole e negli istituti, adesso in tutto il mondo. «Per noi è un orgoglio immenso aver portato il suo ricordo in quattro continenti - spiega Sabine Hoenig, mamma di Alex Dolce - perché tutto il mondo deve sapere chi era». ImageNation e Atlas of Humanity: un racconto per immagini, alcune di queste offerte dai fotografi stessi, «che hanno voluto condividere una storia di incontri, conoscenza ed emozioni che hanno espresso attraverso i loro scatti» dicono i curatori. L'immagine di copertina dice tutto: racconta lo stupore negli occhi di un Sadhu nepalese, ritratto al tempio di Pashupatinat a Katmandu mentre guarda dentro un iPad, forse per la prima volta. E non è la sola che apre il cuore: c'è anche Margherita, sorella di Alex Dolce. Visitabile da martedì a domenica. •

A.G.
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