06 luglio 2020

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14.12.2019

Tutti i colori del mondo di Anu: in mostra i mille volti dell’India

Uno degli scatti che saranno esposti nella hall dell’Hotel VittoriaLa fotografia coltivata come passione e un talento indiscutibile
Uno degli scatti che saranno esposti nella hall dell’Hotel VittoriaLa fotografia coltivata come passione e un talento indiscutibile

Il talento è un dono che può fiorire ovunque, che ovunque può esprimersi ed espandersi. A patto che chi lo possiede sia disposto a mettersi in gioco e che qualcuno sia in grado di notarlo, apprezzarlo e promuoverlo. È grazie a un incontro fortuito tra sconosciuti avvenuto in uno dei Paesi più popolati e brulicanti di vita al mondo - ma è possibile anche pensare sia stato il destino - che l’abilità fotografica di un ragazzo indiano, con tante idee ma pochi mezzi, ha potuto emergere dall’anonimato e incontrare per la prima volta, in un esordio assoluto tutto bresciano, lo sguardo del pubblico occidentale. A SCOPRIRE in una serie di scatti realizzati con un telefonino qualsiasi e con una macchina fotografica di seconda mano un linguaggio e uno stile fuori dall’ordinario, è stato un imprenditore-viaggiatore che dell’India ha fatto la sua seconda casa: Gian Battista Merigo, titolare di un’agenzia di viaggi in città, ha conosciuto il 22enne Anubhav Anand (detto Anu) lo scorso maggio, a bordo di un autobus di linea diretto all’aeroporto di New Delhi. «Mi sono accorto che il giovanotto seduto accanto a me guardava alcune fotografie sullo schermo del cellulare. Le immagini, in prevalenza ritratti, mi hanno immediatamente colpito per la loro bellezza estetica e per la capacità di raccontare le persone catturate. Ho creduto addirittura fossero degli scatti di Mc Curry, invece il ragazzo mi ha confidato che si trattava di opere sue», racconta Merigo. Anu, che fa la guida turistica e aiuta i passeggeri a trasportare i bagagli all’interno dell’aeroporto della capitale indiana, mai avrebbe immaginato che la propria passione, coltivata in maniera totalmente amatoriale, potesse essere celebrata in una mostra. E invece, complice la determinazione di Merigo nel volerne premiare la caparbietà, 33 delle sue istantanee saranno esposte oggi e domani, dalle 9.30 alle 19.30, nella hall dell’Hotel Vittoria per sostenere una raccolta fondi benefica: il ricavato della vendita delle fotografie - 110 in totale quelle che potranno essere visionate e richieste - servirà a sostenere le attività della Tibet House Foundation, associazione nata a Brescia nel 2009 con lo scopo di aiutare i circa 15mila bambini e adolescenti tibetani che si sono rifugiati nel nord dell’India per sfuggire alla repressione cinese. «UN MODO CONCRETO per dare una mano ai Tibetan Children Village, luoghi in cui si preserva il futuro della cultura tibetana attraverso percorsi educativi e scolastici», spiega Merigo, specificando che una piccola parte del denaro raccolto andrà a sovvenzionare i futuri progetti artistici di Anu: un modo per fare doppiamente del bene. «La mia fotografia - sintetizza il giovane fotografo - prova a cogliere l’umanità che affolla le strade dell’India, un popolo che vive in povertà e sperimenta la scissione tra il desiderio di contare, la ricerca identitaria e lo sforzo per la sopravvivenza quotidiana». Ultima nota, che per Merigo riveste un profondo significato spirituale: la città natale di Anand è Bodh Gaya, dove attorno al 530 a.C. Siddharta Gautama raggiunse l’illuminazione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Davide Vitacca
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