06 luglio 2020

Cultura

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29.02.2020

VIAGGIO AL CENTRO DI JUAN BALDEWEG

L’ampliamento del tribunale di Mahón, uno dei tanti progetti firmati da Juan Navarro BaldewegIl palazzo dei congressi di Salamanca, in Spagna«Luna azul II», una delle sculture di Baldeweg
L’ampliamento del tribunale di Mahón, uno dei tanti progetti firmati da Juan Navarro BaldewegIl palazzo dei congressi di Salamanca, in Spagna«Luna azul II», una delle sculture di Baldeweg

Razionalisti esistono e resistono. E trasportati da un’innata vocazione alla sperimentazione e ai miscugli fra le arti, dalla ricerca architettonica sconfinano in linguaggi espressivi limitrofi - pittura e scultura, nel caso specifico - proiettandoli in una dimensione nuova, sintesi unificante delle esperienze fin lì percorse e vissute. Strade multiformi che convergono nel lavoro di Juan Navarro Baldeweg, uno tra gli interpreti più originali e affermati dell’architettura contemporanea, al quale il Museo Santa Giulia dedica una retrospettiva nell’ambito delle celebrazioni per il ritorno in città della Vittoria Alata, la scultura romana che, dopo il restauro durato due anni all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, a giugno verrà collocata nella cella orientale del Capitolium, riallestita su progetto firmato proprio dell’architetto spagnolo (1939, nato a Santander). OBIETTIVO: ripercorrerne la poliedrica carriera e indagarne il processo creativo attraverso una serie di opere in bilico tra architettura, pittura e scultura. «In un campo di energia e processo», come esplicita il manifesto della mostra (in programma dal 24 aprile all’8 novembre, info su bresciamusei.com), curata da Pierre-Alain Croset e organizzata dal Comune e dalla Fondazione Brescia Musei, col patrocinio dell’Ambasciata di Spagna a Roma e dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Brescia. «Il mio interesse si basa su ciò che si trova nelle cose e su ciò che esiste tra esse e noi. L’ambito operativo dell’architettura o della pittura è il mondo fisico, la materia, le energie, il corpo»... animato da un’originale cultura visuale e dalla volontà di lavorare con sensibilità le variabili fisiche della luce, della gravità e del corpo, Navarro Baldeweg, partendo dai modelli classici, si è spinto un passo oltre per rendere visibile l’invisibile: «In un’epoca che premia la specializzazione, è diventato sempre più raro incontrare architetti che fondano il loro lavoro su una pratica artistica a tutto campo», osserva Croset. «LA MOSTRA evidenzierà la straordinaria coerenza e continuità dell’opera di Navarro Baldeweg, ma anche la sua capacità rara di saper dialogare con le preesistenze storiche. Per la prima volta è stata offerta a Juan Navarro l’occasione di concepire una mostra antologica in spazi riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e possiamo quindi interpretarla come un’installazione site specific di frammenti in dialogo con lo straordinario palinsesto architettonico di Santa Giulia». Il percorso espositivo si snoderà in tre aree: il Coro delle Monache, la Basilica di San Salvatore e la sottostante Cripta. La prima sezione ospiterà «Immagini del fare e dei modi del fare», riflessi in un grande polittico bifacciale con sei quadri su ciascun lato; la basilica accoglierà la sezione «Metafore dell’orizzonte e della natura», dove saranno esposti i suoi lavori sul tema dell’equilibrio e della gravità; la cripta farà da sfondo alla sezione «Una casa dentro un’altra casa», con modelli e disegni dei più importanti progetti di Navarro Baldeweg, una collezione di plastici che, contestualizzati in uno spazio di ridotte dimensioni, daranno forma a una città in miniatura. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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