21 febbraio 2020

Cultura

Chiudi

25.01.2020

Yona Friedman, arte e avanguardia a Brescia

Alcune delle opere di Friedman in esposizione a Brescia FOTOLIVEDomani mattina alle 11 il vernissage della mostra FOTOLIVE/Alessio GuittiIl curatore Maurizio Bortolotti con Massimo Minini FOTOLIVEJean-Baptiste Decavèle durante la visita di ieri pomeriggio FOTOLIVE
Alcune delle opere di Friedman in esposizione a Brescia FOTOLIVEDomani mattina alle 11 il vernissage della mostra FOTOLIVE/Alessio GuittiIl curatore Maurizio Bortolotti con Massimo Minini FOTOLIVEJean-Baptiste Decavèle durante la visita di ieri pomeriggio FOTOLIVE

Le Corbusier glielo sussurrò all’orecchio dopo aver visto un suo progetto: «Quello che fa lei io non riuscirei a farlo, ma deve continuare così». CORREVANO gli anni ’50 e da allora non ha mai smesso: visionario, avanguardista, sperimentatore trasversale di linguaggi che dall’architettura sconfinano in arte, design, biologia, filosofia, sociologia, con un denominatore comune identificabile nella tensione etica e civile di teorizzatore delle «Utopie realizzabili». Il lavoro e la figura di Yona Friedman, negli ultimi quindici anni riportati al centro del dibattito artistico internazionale in tutta la loro complessità, vibrano ora in un doppio progetto espositivo, allestito alla Galleria Minini, in città, e specularmente anche nella sede di Milano, che rappresenta «un ulteriore passo nell’esplorazione della sua opera». Curata da Maurizio Bortolotti per dare nuove prospettive ai temi approfonditi nel libro «Untitled», «incentrato sul suo materiale di lavoro che può essere inteso come arte», la mostra «Sculpting the Void» intende «sottolineare il processo del pensiero di Friedman, presentando una specifica attenzione all’idea di comunità, sviluppata nell’elaborazione di nuovi modelli di architettura, che in anni recenti si è focalizzata sui rifugi per migranti, in un intenso impegno a ripensare la nostra filosofia di vita». Giacché, ha ribadito il curatore, «alla base della sua ricca produzione vi è un fondamentale ripensamento della relazione tra gli esseri viventi e il loro ambiente, mettendo al centro del suo pensiero radicale la produzione visiva». IMMAGINI, dunque. Provenienti perlopiù dai due luoghi in cui Friedman ha concentrato la sua ricerca: il vecchio studio-appartamento di Boulevard Pasteur e il suo ultimo appartamento in Boulevard Garibaldi, entrambi a Parigi. «Ho spesso cercato di definire l’architettura come la scultura del vuoto. Infatti, la materia che l’architettura crea è uno spazio vuoto penetrabile», sostiene nel manifesto. «Lo si può apprezzare dall’interno. Ma il vuoto in sé non è visibile. Qualcosa lo deve contenere. Il lavoro degli architetti è molto spesso concepire quel contenitore... Pertanto la tecnica produce la scatola come strumento, ma l’architettura intesa come un’arte è anche strumento, lo spazio all’interno e attorno al contenitore. Il contenitore stesso è semplicemente una tipologia speciale di scultura comune. Una mostra di qualsiasi genere si riferisce a entrambe le tecniche dell’architetto, in aggiunta al tema della mostra: lo spazio. Possiamo chiamarla installazione, in gergo comune». L’INIZIATIVA. Nel pomeriggio di ieri l’Ordine degli Architetti della Provincia di Brescia ha organizzato una visita in anteprima per i suoi iscritti, guidata da Maurizio Bortolotti, Jean-Baptiste Decavèle e dallo stesso Minini, che ha descritto Friedman e il suo lavoro «aperto, serio e al tempo stesso ironico... un bambino di 98 anni». Spoilerando: «Quattro suoi disegni per prototipi di sculture da mettere nella Crociera di San Luca»; domani alle 11 il vernissage. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok