26 maggio 2019

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05.01.2019

Zanotti cattura l’impalpabile di Colorno

Uno degli scatti di «Presenze» mostra visitabile fino al 30 gennaio
Uno degli scatti di «Presenze» mostra visitabile fino al 30 gennaio

Tra i muri fatiscenti e i pavimenti polverosi di un manicomio abbandonato si aggira un’ombra: è la protagonista di «Presenze», mostra fotografica visitabile gratuitamente alla biblioteca Queriniana fino al 30 gennaio. Un reportage reale e fantastico, dedicato all’ex-ospedale psichiatrico di Colorno, in provincia di Parma. Qui si è addentrato il fotografo ghedese Massimo Zanotti: «Mentre scattavo, qualcosa disturbava la mia visuale. Forse una presenza, magari l’ultimo superstite che, dopo molti anni, cercava una via d’uscita». Così, lungo le pareti sudicie e dietro le carrozzine appartenute ad antichi pazienti, l’autore ha immaginato l’ombra di un invisibile corpo, aggiunta negli scatti in fase di ritocco. Fantasia o visione dell’obiettivo fotografico, in grado di trapassare la realtà per affacciarsi sul passato. Nel 1873, per via di un’epidemia, il manicomio di Parma fu trasferito a Colorno. Ricavato dai locali in disuso del palazzo ducale e del convento di San Domenico, conservò la nuova sede fino al ’78, quando fu chiuso per la legge Basaglia. In quell’arco di tempo i malati mentali o presunti tali furono sottoposti a terapie violente, legati e sedati, ridotti a esili fantasmi. La silenziosa sofferenza è impressa nelle stanze vuote, nei corridoi in rovina, nei vetri rotti delle foto di Zanotti. Ogni dettaglio, dalla sedia a rotelle minuscola sotto il soffitto altissimo alla poltrona affondata nella polvere, evoca la solitudine di chi, abbandonato da tutti, si è perso nella propria mente. L’ombra è imprigionata: l’ospedale è un carcere. La cornetta di un telefono pende muta agli appelli di aiuto mentre qualcuno ha scritto «Adio» su un muro, accanto allo schizzo di un uomo che fugge. «Il manicomio amplificava il male che avrebbe dovuto curare, di fatto aggravando il disagio dei pazienti» spiega Zanotti. «Presenze» apre il festival Libri in movimento che dall’11 gennaio al 25 maggio attraverserà il bresciano con presentazioni e cineforum. A ogni mese corrisponde un tema: il Male, scelto per gennaio, è anche chiave di lettura della mostra. I trattamenti del manicomio, anziché scacciarlo, lo schiacciavano sempre più a fondo, trasformando l’anima in una cattedrale piena di spifferi. Da cui, sembra suggerire «Presenze», l’arte è possibile via d’uscita. Nell’ultima foto l’ombra tormentata non c’è più: forse è libera. •

Anna Castoldi
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