22 settembre 2019

Cultura

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14.01.2019

Zorzi in «tribunale»: foto in mostra a Vienna

L’artista bresciana Stefania Zorzi
L’artista bresciana Stefania Zorzi

Le vetrate si stagliano a picco sui ventisei piani e guardando attraverso l’esperienza diventa totalizzante, un solo sguardo può cogliere i dettagli di opere esposte dieci metri più in basso: le prospettive si ribaltano, il colpo d’occhio leva il fiato. E in parte lo ha levato anche a Stefania Zorzi, che nel mentre ha già metabolizzato l’euforia per l’improvvisa botta di vita in attesa di godersi fino in fondo le sensazioni di un vernissage da ricordare. Giovedì è il giorno: l’artista bresciana è stata infatti selezionata per la maxi collettiva «Kunst zu Recht» che inaugura al Justizzentrum Wien Mitte di Vienna. Un luogo istituzionale temporaneamente trasformato in galleria d’arte contemporanea, grazie a un progetto che dal 2009 ogni anno si concretizza in una grande mostra in cui confluiscono visioni e creazioni di artisti internazionali, senza soluzione di continuità fra estetiche e linguaggi espressivi, fra nomi affermati e talenti emergenti. Proprio il contrasto spaziale e concettuale (il palazzo è la sede del centro di giustizia) rappresenta il denominatore comune dell’intero percorso, nonché il suo valore aggiunto. COME SOTTOLINEA la curatrice Veronika Junger: «Con la nostra mostra siamo in un tribunale, dove le persone stanno lottando con le loro emozioni…il risultato è nelle parole di un critico un “ambiente estetico per affermazioni artistiche che agiscono sotto forma di stimolo terapeutico“». Dislocata su undici piani, l’esposizione accoglierà una decina di opere della Zorzi (classe 1985, originaria di Gavardo e già protagonista di personali e collettive fuori dai confini nazionali) che troveranno la loro dimensione fra il quarto e il settimo; fotografie, perlopiù autoscatti, segno distintivo di una ricerca che attraverso il corpo - «spazio più immediato e naturale che circonda l'anima e interpreta i possibili stati e sensibilità» – indaga legami, rapporti sociali, scoprendo vizi e virtù figli più o meno degeneri del mondo contemporaneo. «Il concetto che anima “Kunst zu Recht“ è un bell’esempio della coesistenza armoniosa delle diverse aree della vita e dimostra, nel vero senso della parola, che i presunti opposti non necessariamente si contraddicono, ma possono arricchirsi in uno scambio reciproco. Approccio che sento molto vicino al mio modo di essere, di esprimermi, di intendere la realtà che mi sta attorno, la vita e quindi l’arte». Per chi fosse da quelle parti, la mostra è aperta (da lunedì a venerdì dalle 8 alle 15) fino al 16 novembre. •

E.ZUP.
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