01 giugno 2020

Cultura

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01.04.2020

#NESSUNOESCLUSO L’ARTE FA SQUADRA

In senso orario: Daniele Silvestri, Eugenio Finardi, Fiorella Mannoia e Manuel AgnelliIl produttore bresciano Andrea Ponzoni (Doc Live)Demetrio Chiappa (presidente Doc Servizi)
In senso orario: Daniele Silvestri, Eugenio Finardi, Fiorella Mannoia e Manuel AgnelliIl produttore bresciano Andrea Ponzoni (Doc Live)Demetrio Chiappa (presidente Doc Servizi)

Gian Paolo Laffranchi #nessunoescluso. Sarebbe bello, e così dovrebbe essere: lo pensa, e in questo senso agisce, la Doc Servizi, che in rete con le altre società targate Doc supporta la Fondazione Centro Studi Doc. E a denominazione d’origine controllata sono le oltre 40 mila firme di artisti e tecnici che si battono a tutela di una categoria troppo spesso dimenticata, fra quelle colpite dall’emergenza Coronavirus. Nel Paese come nel Bresciano. Sono circa 200 mila i lavoratori intermittenti dello spettacolo esclusi dal decreto «Cura Italia». «Hanno sempre versato i contributi per il Fondo di Integrazione Salariale, ma sono esclusi dalle misure di sostegno», sottolinea il presidente di Doc Servizi Demetrio Chiappa. Da qui il video «denuncia» che ha lanciato l’hashtag #nessunoescluso e invita a firmare la petizione promossa dalla Fondazione Centro Studi Doc. MANUEL Agnelli, Brunori Sas, Fabio Concato, Cristina Donà, Ghemon, Eugenio Finardi, Frankie Hi Nrg, Mannarino, Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri e Subsonica sono fra gli artisti che hanno aderito all’iniziativa targata Doc. In base al decreto, l’indennità è di 600 euro a marzo per quelli che hanno lavorato almeno 30 giornate in gestione ex-Enpals e con un reddito inferiore a 50.000 euro nel 2019. A patto che non abbiano un trattamento pensionistico né un rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo. Quindi «i lavoratori intermittenti che erano dipendenti anche se senza lavoro a quella data non possono avere accesso all’indennità una tantum a cui si riferisce il decreto - osserva Chiappa -. In molti si sono attivati prima e dopo la petizione con interventi normativi sia nelle singole regioni che negli emendamenti al decreto, ma le circolari Inps hanno "spostato" il problema e reso vano tutto il lavoro fatto dichiarando che gli intermittenti hanno diritto a cassa integrazione solo per le giornate già avviate ed annullate, senza considerare che le chiamate al lavoro per gli intermittenti vengono fatte a ridosso degli eventi e per legge non oltre il 30° giorno. Confidiamo che l'Inps dia conferma che quando non c'è chiamata l'intermittente possa avere diritto almeno alla Naspi mancando di fatto il rapporto di lavoro. Allora sarebbe tutto più facile, vicino al modello francese visto da tutti gli artisti come il faro». Quanto alla scelta di molti di esibirsi gratis in streaming, «per una questione di visibilità si svaluta una delle poche entrate rimaste in un settore che in Italia ha contorni ancora indefiniti: sarebbe opportuno un censimento, anche per inquadrare meglio la vastità del problema». Andrea Ponzoni (Doc Live), musicista e docente desenzanese, ha ben presente la situazione bresciana: «Lo streaming è un tema su cui ragionare, magari studiando format di diffusione con contenuti esclusivi su nuove piattaforme. i club cercano di fare rete ed è interessante il modo condiviso in cui si sta pensando al futuro insieme con esperienze come “KeepOn” e “StayOn”. Mi sono confrontato con artisti come Sipolo, Giuradei, Dondelli, Cattaneo: si andrà verso una scrittura utile e divulgativa, ma anche poetica. Tornando magari ai gruppi di ascolto, al valore imprescindibile della musica. Ognuno con la propria sensibilità». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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