08 dicembre 2019

Cultura

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02.12.2019

OMAR SENZA VENTO SI PRENDE MILANO

Omar Pedrini con Mauro Pagani. Prima del concerto sarà proiettato un documentario su FerlinghettiEnsi ci sarà. Così come i djset rock di Duli e JoaoEugenio Finardi: padre del cantautorato rock
Omar Pedrini con Mauro Pagani. Prima del concerto sarà proiettato un documentario su FerlinghettiEnsi ci sarà. Così come i djset rock di Duli e JoaoEugenio Finardi: padre del cantautorato rock

Un augurio di lunga vita al rock and roll. Ma anche una grande festa nel segno della contaminazione per chiudere un capitolo e prepararsi a nuovi progetti. Il «Viaggio senza vento» di Omar Pedrini termina stasera al Fabrique di Milano con uno dei progetti più visionari e ambiziosi della sua carriera: un grande happening stile anni '70, concept-show tra musica, parole, immagini per riassumere in una notte tutto il mondo dell'artista bresciano per concludere il tour celebrativo per i 25 anni del capolavoro targato Timoria. Spiritual guidance: Lawrence Ferlinghetti. «È il più giovane ed estremo della compagnia, nonostante sia centenario – racconta lo Zio Rock -. L'ho invitato, ma da quando ha raggiunto il secolo di vita gli hanno proibito di volare. Allora ho deciso di proiettare il film “Lawrence- A life in poetry” di Giada Diano ed Elisa Polimeni: bellissimo documento sulla vita di un poeta che, alla sua età, è ancora in prima linea con il grido d'allarme contro Trump e l'insorgere dei nuovi fascismi». Quale il filo conduttore della serata? «Il potere salvifico del rock. Chiuderò il live con la mia cover di “Hey Hey My My My”: Neil Young la scrisse in un periodo in cui si diceva che il rock era morto. Un po' come adesso, con il successo dilagante della trap e del nuovo pop. Ma naturalmente a questa fine non ho mai creduto». Quale il bilancio dopo un anno on the road? «Quando ho deciso di portare dal vivo Viaggio Senza Vento all'inizio del 2019 prevedevo un tour di un paio di mesi. Alla fine è durato fino a dicembre, con un successo incredibile. Adesso sento la necessità di voltar pagina». Quali i nuovi progetti in cantiere? «Nelle prossime settimana mi aspetta lo studio per la registrazione del nuovo album solista, con un singolo previsto in primavera. Naturalmente solo dopo il concerto del 31 dicembre in piazza Loggia: una soddisfazione enorme, erano anni che non venivo più chiamato per un evento pubblico così importante nella mia città. Anticipazioni? Suonerò “2020”, allo scadere della mezzanotte». Gli altri ospiti? «Avremo Eugenio Finardi e Mauro Pagani, con i quali dopo 25 anni suonerò “Verso Oriente” e “Lombardia”, i pezzi di Viaggio Senza Vento in cui erano ospiti. Ma anche Matteo Guarnaccia, figura centrale della psichedelia italiana, e Nicolai Lilin, scrittore siberiano che racconterà cosa voleva dire suonare rock nascondendosi in cantina nella Russia del comunismo». Ma non mancherà il legame con le nuove generazioni. «Vero, la sorpresa dell'ultima ora è Ensi, il king del rap italiano, genere che ho sempre coccolato e che in fondo anche i Timoria di “Viaggio senza vento” hanno anticipato con “Lasciami in down”: la canzone di Illorca, che con Ensi riproporremo. Quando l'ho chiamato ha accettato subito: Spacchiamo tutto, mi ha detto». In chiusura, i dj set di Joao e Duli. «Perché il rock è anche divertimento, movimento, fisicità: amo ballare, per questo ho voluto con me anche i miei due dj preferiti».

Claudio Andrizzi
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