21 ottobre 2020

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20.09.2020

Oriella Savoldi: «Costellazioni terrestri» in città

Oriella Savoldi: dirigente sindacale con incarichi nella  Cgil nazionale
Oriella Savoldi: dirigente sindacale con incarichi nella Cgil nazionale

Sarà presentato il 24 settembre dalle 18 alle 19,30 al MoCa, per iniziativa della Nuova Libreria Rinascita il volume della ghedese Oriella Savoldi, «Costellazioni terrestri». Lo introduce Carlo Simoni, seguito dall’intervento di Donatella Albini. Letture di brani sono affidate alla voce di Grazia Fontana, Milena Bianco, Aurora Sorsoli. Sono pagine dense, non solo perché mischiano prosa, poesie, acquerelli tutti di mano dell’autrice, ad intrecciare passioni che hanno dato sostanza alla sua vita, ma perché cariche di riflessioni e squarci sul mondo mentre raccontano di una «donna in fuga», come si definisce, con «un che di selvatico», che rifuggiva agli abbracci, e ora cerca nella scritture il senso del suo vivere e del vivere in generale. MOLTO PIÙ di una autobiografia, che non procede cronologicamente, ma per cerchi concentrici, per salti spazio temporali, a rigenerare incontri e relazioni, dove la portano cuore e mente, dentro le costellazioni tutte terrene che l’hanno segnata e nutrita: scrittura per riparare mancanze, in particolare quella dell’amato padre, per districarsi tra «sensi di perdita e non ancora», raccogliere i centomila frammenti che compongono il proprio io e per mostrare al nipotino Rami, nato a Betlemme l’agosto di un anno fa, figlio di due mondi, di occupati e occupanti, a cui il libro è dedicato, i segni del suo inizio. Ma storia anche di altre donne - in primis il rapporto complicato, come è ovvio che sia, anche se ammantato d’amore, con la madre prima, con la figlia poi- che hanno abitato l’insieme stratificato delle sue esperienze -Lavinia, Delfina, la maestra Anna, la nipote Sara, Aurora… - perché alle relazioni deve «quel più di intelligenza che giova alla mia vita». Scritta appena varcata la soglia della pensione - dirigente sindacale fino alla Cgil nazionale- raccogliendo anche «i pezzi lasciati per strada», ora vividi ricordi, testimonia anche inquietudini e passioni di una stagione irripetibile, di una generazione che discuteva di tutto e tutto voleva sperimentare, avida di mondo e insofferente a gabbie e pregiudizi, dell’onda felice del femminismo, tra sbatter di porte e ritorni sui propri passi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.MO.
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