15 luglio 2019

Cultura

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16.02.2019

PAESAGGIO AFFARE DI FAMIGLIA

Emma Ciardi,  Dame mascherate Beppe Ciardi, Il bagno o Ragazzi sul fiume
Emma Ciardi, Dame mascherate Beppe Ciardi, Il bagno o Ragazzi sul fiume

Nicoletta Martelletto CONEGLIANO Una famiglia, una bella famiglia convocata dal talento a lasciare un segno attraverso la tavolozza. Insieme hanno scritto pagine importanti della storia della pittura veneta tra Otto e Novecento. C’è un padre, Guglielmo (1842-1917) che devia da un futuro già scritto - avrebbe dovuto fare il notaio - e a diciotto anni entra all’Accademia di Belle Arti di Venezia, a 24 espone i suoi primi paesaggi. A 26 effettua il suo gran tour per conoscere i Macchiaioli a Firenze, la Scuola di Posillipo a Napoli. Da subito nel comitato delle Biennale di Venezia, vi esporrà dal 1899. Guglielmo è veneziano di laguna, la dipingerà in ogni sfumatura, ma si lascerà sedurre nelle sue estati dalle Dolomiti e la natura diverrà il centro della sua ispirazione. Lo dice anche la cattedra di “Scuola di vedute di paese e di mare” in Accademia di cui sarà titolare dal 1894 alla morte, subentrando al suo maestro Domenico Bresolin. Sposato, quattro figli, Guglielmo ne avrà uno sempre attorno ogni volta che estrae il cavalletto. E’ Beppe (1875-1932), ragazzino intelligente, che il padre distoglie dalla pittura reputandolo adatto alle Scienze naturali. Ma che fin da bambino pasticcia, disegna, colora. Accontenta il genitore, ma dopo qualche anno di università, Beppe ottiene di studiare con Ettore Tito al corso di figura al Regio Istituto di Belle Arti. La sua carriera di pittore decolla. Un artista di grande corporatura, un uomo sensibile, affascinato dal verismo. Nelle sue uscite plein air lo accompagna la sorella più giovane di quattro anni, Emma (1879-1933) , prediletta dal padre, precocissima nell’esercizio del paesaggio. E dei tre sarà la più volitiva ed internazionale vuoi per le mostre a Londra, Parigi, Milano, premiata a Monaco con medaglia d’oro; vuoi per lo stile pieno di grazia e più vagamente settecentesco. Emma ha il piglio dell’imprenditrice, nel 1923 entra nel mercato americano grazie alla Howard Young e vive tra Italia e Londra, dove dipinge paesaggi inglesi, la natura quieta dei giardini e dei parchi, salvo poi ritirarsi a Refrontolo dal 1928 dove la famiglia Ciardi acquista villa Ticozzi, oggi Buosi. Ed anche qui Emma firma scorci e paesaggi di grande bellezza. Una volta messi a fuoco i tre protagonisti, si può meglio visitare la mostra inaugurata ieri - aperta fino al 23 giugno a palazzo Sarcinelli a Conegliano, catalogo Marsilio - in cui una sessantina di opere parlano proprio dei Ciardi con la lente prospettica di ”Paesaggi e giardini”. Il curatore Giandomenico Romanelli - con Franca Lugato e Stefano Zampieri - ha saggiamente messo da parte la produzione veneziana di Guglielmo e collocato i tre congiunti su un grande scenario ecologico dove la pittura di tradizione dell’Ottocento si sviluppa, trascolora e diventa forza moderna passando dal padre ai figli. «Useranno la luce, il grande mezzo di Guglielmo, in modo diverso - riassume Romanelli - e diverso sarà il rapporto di ciascuno con le grandi scuole della pittura del loro tempo». Non è una bottega quella dei Ciardi, è una famiglia vissuta come un laboratorio intellettuale in cui far convivere esperienze dell’infanzia, resoconti di viaggio, fascinazioni per le rivoluzioni in corso a Parigi ma anche nel Grande Nord europeo. Tre le sezioni del percorso dentro la dimora Sarcinelli che a sua volta sa di famiglia: una per il padre a partire da un inedito “Paesaggio fluviale”, 1859, che fluisce lungo il Sile e scorci prealpini; una per Emma che guarda spesso all’impressionismo oltreconfine e non scorda i sollazzi nobiliari veneziani, come “Mattino d’estate“, 1924; una per Beppe, che inserisce sempre più spesso nel paesaggio la figura umana. Dalla tavoletta liceale di “Alberi spogli“, 1893, il salto è evidente negli amati quadri dedicati all’Altopiano di Asiago - Roana gli ha intitolato una strada - come “Gregge, 1920, o “Cielo di Canove“, 1903, o il bellissimo “Plenilunio”. Vastissima la produzione dei Ciardi, diffusa in collezioni private. I prestiti presenti a Conegliano provengono da Istituto Veneto di Scienze, lettere e arti di Venezia, da Casa Cavazzini Museo di arte moderna di Udine e da Ca’ Pesaro a Venezia, in parte dai depositi. •

Nicoletta Martelletto
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